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Elezioni Roma. Marino, trasparenza, merito e sicurezza. Cambieremo tutto

ROMA –  Ignazio Marino è ufficialmente il candidato del centro sinistra al Campidoglio per la coalizione Roma Bene Comune. Ieri, alle ora 17, la prima conferenza stampa presso Eataly.

La Commissione del Comitato Roma Bene Comune ha annunciato, ieri, la vittoria delle primarie a sindaco della Capitale di Ignazio Marino, che con i suoi 48.580 voti ha sbaragliato gli altri candidati: David Sassoli (27.112 voti), Paolo Gentiloni (10.586 voti), Gemma Azuni (4.746 voti), Patrizia Prestipino (3.541 voti) e Mattia Di Tommaso (1513 voti).
Cinecittà è stato il quartiere nel quale Marino ha ottenuto più preferenze, risultando comunque primo in quasi tutti i Municipi romani.
I candidati sconfitti nella sfida alle primarie hanno già assicurato la loro piena collaborazione a Marino: «Il candidato che esce dalle primarie deve rappresentare tutto il fronte che ha partecipato ma toccherà a Marino indicare la strada, per tenerlo insieme – ha dichiarato Sassoli- (…). Adesso dobbiamo vincere la battaglia per il Campidoglio».
«Da oggi sosterrò con tutte le mie forze Marino – ha detto la Azuni- la nostra città merita un sindaco perbene».
Marino dal canto suo fa sapere che chiederà ai suoi avversari alle primarie suggerimenti e consigli, poiché ciascuno “ha delle capacità e una cultura specifica che possono essere utili. Perché le primarie non sono una lotta tra correnti ma una competizione per far emergere il progetto migliore”.
Marino,  che ieri si è dimesso dal Senato della Repubblica, ha risposto alla provocazione di Gianni Alemanno che lo dipingeva come un marziano a Roma: «Alemanno ha detto che io sarei un marziano a Roma. Ebbene si, lo confermo: rispetto alla sua politica di questi anni sono un marziano. Lo considero un complimento».

La campagna elettorale è, ora, cominciata. L’avversario principale della coalizione Roma Bene Comune sembra essere proprio il sindaco uscente Alemanno, perché, nonostante la sua pessima e fallimentare amministrazione, continua ad avere il sostegno delle forze politiche di destra. Seguono Alfio Marchini, autoeliminatosi dalla competizione delle primarie, che punta a raccogliere un elettorato di centro destra, perché “occorre una rivoluzione ma moderata”; Marcello De Vito, già protagonista di una diffida da parte dell’Associazione 21 luglio per aver messo sulla sua pagina facebook delle immagini che “alimentano sentimenti di odio e xenofobia”, derivate dalla polemica del voto della comunità rom; e Alessandro Bianchi che propone a Marino di aprire un confronto sui problemi della città.
“Trasparenza, merito e sicurezza”, queste le parole d’ordine di Marino: «Cambieremo tutto, iniziando dalla trasparenza in Campidoglio. Ci occuperemo dei problemi strategici: lavoro, soprattutto giovanile; trasporti, rifiuti, casa, urbanistica. Il metodo sarà quello del merito e della competenza. Non è pensabile che nelle municipalizzare ci siano stipendi 100 volte più alti di quello di un semplice dipendente; con benefit, auto blu e casa pagata. In Acea Alemanno blocchi le nomine. E ancora: dopo 5 anni di giunta di destra ci siamo abituati che si può sparare per strada. Noi vogliamo investire tutte le energie perché Roma torni a essere una città sicura».
E sulla tanto odiata tassa dell’Imu, Marino dichiara che occorre una proporzionalità sulla ricchezza reale e non su un reddito catastale.
Fra gli altri temi portanti della sua campagna elettorale trovano dignità i diritti civili, la sanità, la cultura e i progetti per una città a misura di bambino.
Con la candidatura di Marino la Coalizione Roma Bene Comune e tutte le forze democratiche e moderate, vogliono impegnarsi a risollevare l’amministrazione capitolina, vittima dell’opportunismo imposto da Alemanno e dalla sua Giunta. Il compito non è semplice ma necessario. La vittoria con oltre il 50% dei voti dimostra che Marino è una persona stimata da molti e che può dare un volto nuovo alla città di Roma.

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