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Napoli. Sequestro dell’area dell’ex Italsider per truffa e disastro ambientale

NAPOLI – E’ stato sequestrata oggi dai Carabinieri l’area dell’ex Italsider ed ex Eternit di Bagnoli, alla periferia di Napoli. Il reato è quello di mancata bonifica dell’area e di disastro ambientale.

L’indagine è partita dalla Procura di Napoli  su richiesta del pm Stefania Buda. 21 sono gli ex dirigenti indagati della società ‘Bagnoli Futura  e di vari enti locali tra cui l’Arpa e il Ministero dell’Ambiente. 

L’ordinanza emessa dal pm Buda, con il coordinamento dei Procuratori aggiunti Francesco Greco e Nunzio Fraiasso, ha disposto il sequestro preventivo di un’area molto ampia compresa la cosiddetta ‘colmata’ di Bagnoli. Gli esami ambientali hanno infatti rilevato ed accertato un notevole inquinamento dell’area e gli interventi di bonifica messi in atto non avrebbero fatto altro che aggravare la situazione. Rifiuti e, in particolare, scorie e loppe d’altoforno derivanti dalle lavorazioni dell’ex Ilva-Eternit di Bagnoli, sono state smaltite su una superficie di circa 170.000 metri quadrati del litorale marino e di circa 50.000 metri quadrati della spiaggia originaria, a partire dal 1962 fino all’interruzione delle lavorazioni.

Oltre al reato di disastro ambientale si ipotizza anche quello di truffa ai danni dello Stato “in relazione all’illecita percezione di denaro pubblico”. 

La bonifica di Bagnoli, costata 107 milioni di euro, è stata  infatti solo  “virtualmente effettuata”, di fatto ha invece “comportato una miscelazione dei pericolosi inquinanti su tutta l’area oggetto della bonifica con aggravamento dell’inquinamento dei suoli rispetto allo stato pre bonifica”. Questo è quanto sostiene la Procura di Napoli. Secondo le indagini dei Carabinieri del Comando provinciale di Napoli e del Noe, coordinate dalla Procura del capoluogo campano, “l’interscambio dei ruoli tra controllori e controllati e il conflitto di interessi degli enti pubblici”, insieme al comportamento dei soggetti responsabili della vigilanza sulla salvaguardia ambientale hanno determinato “il progressivo scadimento degli obiettivi di bonifica e dei controlli ambientali, causando – secondo l’ipotesi accusatoria – un disastro ambientale”. In particolare – sempre secondo l’accusa – gli organismi di vigilanza hanno avallato le scelte procedurali di Bagnolifutura, la società incaricata della bonifica delle aree.

La Procura di Napoli, con il provvedimento di sequestro degli ex complessi industriali Italsider ed Eternit di Bagnoli avvenuto questa mattina, ha disposto “un piano di interventi finalizzato a un’adeguata bonifica e messa in sicurezza dei siti sequestrati”.

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