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Brasile, bruciano gli “invisibili”. 195 senzatetto uccisi negli ultimi 15 mesi

Secondo il “Centro nazionale della difesa dei diritti umani” si tratta di igienizzazione in vista dei Mondiali di Calcio

 
BRASILIA – Allarme “invisibili” in Brasile. A 13 mesi dall’inizio del “Mondiale di calcio” e a poco più di un mese della “Confederation Cup” scoppia l’allarme pulizia sociale. E’ l’ipotesi ventilata dal “Centro nazionale della difesa dei diritti umani”. Un dubbio atroce quello dell’organismo patrocinato dalla conferenza episcopale brasiliana, che vede un disegno di epurazione sociale dietro ai numerosi casi di morte dei senzatetto e degli ultimi mesi. 195 casi di morti cruente solo negli ultimi 15 mesi. Casi su cui iniziano ad addensarsi nubi nerissime. Il timore dell’organismo patrocinato dalla conferenza episcopale brasiliana è che dietro vi sia un progetto di “igienizzazione” di coloro che vivono per strada ideato per dare una parvenza di decoro civile in vista della massima competizione mondiale per nazioni. Un maquillage per i turisti del pallone, ma non solo.

Un timore espresso anche al Governo e alla Consiglio Nazionale dei Procuratori Generali (CNPG). Incontri in cui si sono illustrati i timori civili. Particolare impegno sarà profuso nelle città che ospiteranno le 64 partite della fase finale della manifestazione. Tutto questo per togliere qualsiasi dubbio che si stiano consumando carneficine ai danni degli “invisibili” della società. Allarme raccolto da Gilberto Carvalho, ministro della Segreteria Generale della Presidenza brasiliana che troverà riscontro in azioni pragmatiche.

Si calcola che in Brasile siano almeno 1,8 milioni di vagabondi. E solo il 25% percento delle città hanno delle politiche adatte per accoglierli. Una piaga che affligge, tanto per fare qualche esempio, 15 mila persone solo a San Paolo. Numeri che sono cresciuti di un terzo negli ultimi dieci anni, a discapito del trend positivo dell’economia del gigante sudamericano: in crescita, seppur la frenata dovuta  agli ultimi anni di crisi. Le ultime rilevazioni del Pil parlano di una crescita di “solo” lo 0,9%. Ma anche di una crescita della popolazione che compone la classe media: 40 milioni di “brasileiros” sono sfuggiti alle classi sociali inferiori emancipandosi.

Nonostante i numeri positivi del versante economico, le emergenze sociali permangono, anzi aumentano. Secondo il sociologo Mauricio Botrel del “Centro nazionale dei diritti umani” c’è la necessità di una crescita delle politiche sociali, soprattutto per quel che concerne le politiche delle autorità locali. Quest’ultimi in particolare non terrebbero conto delle emergenze sociali, non intervenendo e celando le emergenze con azioni omertose. Noncuranti degli input provenienti dallo stato centrale, che sulla necessità di intervento in tal senso già si era espresso: era il 2009 e il tema fu ampiamente dibattuto dall’allora presidente Lula. Ma le azioni sono state pochissime.

L’ultimo di uccisione di un invisibile è avvenuta la scorsa domenica. Jorge Affonso, 49 anni, è stato bruciato a Jacupiranga, a 280 chilometri da San Paolo. Anche in questo caso i mandati rimangono ignoti. Al contrario dei sospetti, sempre più incentrati sulla convalida delle tesi epurative.

I prossimi mesi saranno cruciali per il Brasile: a luglio Rio de Janeiro ospiterà Papa Francesco e la Giornata Mondiale della Gioventù. Secondo María Cristina Bore, presidente nazionale delle Politiche per la Strada, il tema è già stato messo in agenda. Ma l’esame maturità è partito e sarà davanti agli occhi di tutti. Che sia quello religioso o quello dei due appuntamenti calcistici globali succitati poco importa. Il mondo si affaccia nella locomotiva sudamericana. Entrambi gli eventi segneranno i progressi di un Paese che deve dimostrare progressi anche dal punto di vista dei diritti sociali. E le premesse non sono ottimali.

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