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Boldrini. Per uscire dalla violenza ci vuole lavoro e autonomia

VENEZIA – “Per arrivare a proteggere le donne dalla violenza va rilanciata l’occupazione femminile”. E’ quanto affermato dalla presidente della Camera Laura Boldrini oggi in un dibattito in Piazza San Marco a Venezia. “In Italia solo il 47 per cento lavora – ha detto la Boldrini – una delle percentuali più basse d’Europa.

Se una donna non lavora, in caso di violenza, non ha autonomia”.  Boldrini ha ricordato anche che le case rifugio sono sempre meno. La presidente della Camera è arrivata a piedi attraversando piazza San Marco affollata di turisti, per partecipa ad un incontro pubblico sui temi «parità di genere» e «contrasto all’omofobia» nell’ambito della Festa dell’Europa. Boldrini ha raggiunto lo storico Caffè Lavena per dibattere su «Diritti e responsabilità nella cittadinanza europea» assieme a Anna Paola Concia, Gabriella Battaini Dragoni, vice presidente del Consiglio europeo, Tiziana Agostini, assessore del Comune di Venezia. La presidente della Camera è stata accolta da applausi e segni di apprezzamento della gente e si è prestata a posare per una foto di gruppo con una classe elementare in gita scolastica.
E poi, sempre la Boldrini: “Lo Stato prenda atto della realtà per quanto riguarda l’escalation della violenza sulle donne.  Lo Stato deve prendere atto della realtà. Non è tutta una questione di leggi ma anche di leggi. Quando ci sono aggressioni con uno sfondo discriminatorio, questa è una aggravante e il legislatore deve poter intervenire». La Boldrini ha aggiunto: «Omofobia, sessismo, violenza sulle donne hanno la stessa matrice. C’è una questione emergenziale. Le donne vengono uccise perchè donne. Il femminicidio è una realtà basta guardare i numeri». Per la Boldrini «l’educazione al rispetto comincia dalle scuole, dall’istruzione».

Ma non è l’unico tema trattato dalla terza carica dello Stato, quello del femminicidio.
“Riconoscere la cittadinanza agli immigrati è una questione di civiltà”, ha aggiunto la Boldrini. “È una questione di civiltà con cui fare i conti. Il presidente Napolitano ha sollecitato più volte di cambiare la legge sulla cittadinanza. Visto l’affetto che circonda Napolitano ho la sensazione che la questione sarà recepita presto. È anacronistico che i ragazzi nati in Italia – ha aggiunto – che vivono con i nostri figli non possano avere la cittadinanza. È una questione di civiltà e il Parlamento deve prenderne atto”.

Inoltre, sempre restando sui temi sociali, Laura Boldrini ha evidenziato la necessità di regolamentare le unioni civili. “Ci sono soluzioni – ha detto – per regolamentare le unioni civili. L’Europa non ci chiede solo il pareggio di bilancio ma anche questo. Ce lo chiedono anche i cittadini. La politica sembra più indietro dei cittadini. «L’attuale legislatura – ha aggiunto la presidente della Camera – farà su questo un serio ragionamento. L’Europa oggi è percepita come matrigna, come austerity, ma l’Europa è molto di più. Gli Stati Uniti d’Europa riusciranno a dare competitività in più nell’arena globale. Spero che nei giovani il sogno europeo  continui ad esistere. A una domanda sul riconoscimento dei figli delle coppie di fatto e omosessuali, Boldrini ha risposto: »Questo è un tema non ancora dibattuto, le commissioni non sono ancora al lavoro. Intanto bisogna partire dalle unioni civili. «La strada è lunga, prima o poi ci si arriverà, non è una questione che sarà risolta a breve».

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