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Padova. Le rubano la pensione d’invalidità e ora vive a pane e acqua. E’ gara di solidarietà

La sessantacinquenne vive abitualmente di stenti. La gente si mobilità per aiutarla grazie alla stampa locale

PADOVA – Non ha più nemmeno i soldi per la patina adesiva della dentiera. Le hanno rubato tutto. E quel tutto è pure poco: 175 euro, nemmeno cento euro in meno della pensione di invalidità. 250 euro la cifra totale. Per il resto Anna, così si chiama la protagonista di questa storia, vive una vita di stenti. Come solo una donna di quell’età sa fare. Parsimonia e olio di gomito per “scollinare” la fine del mese. Sacrifici per aiutare il figlio, disoccupato. Ma anche il centellinare le risorse che tutti i giorni le permettono di vivere.

Poi arriva un giorno in cui la donna, 65 anni, perde anche quel poco. Il tempo di posare la spesa fatta al Lidl vicino casa, dove la donna era andata rigorosamente in bici. E puff! Sparito il portafogli contenente i soldi della pensione. E con esso tutti i documenti. Immediata la disperazione della donna.

«Quando ho ritirato la pensione ho subito pagato l’affitto, 25 euro, e una bolletta, quindi ero rimasta con 175 euro nel portafogli. Ho percorso e ripercorso via Sorio mille volte, senza risultato. Poi, non sapendo più che fare mi sono rivolta alla Caritas per un aiuto, ma mi hanno risposto che al massimo avrebbero potuto darmi una mano a pagare una bolletta, ma io non ne avevo: l’avevo già pagata. Allora un prete mi ha detto che avrebbero pregato per me. Il problema è che ho bisogno del Kukident, sennò mi cade la dentiera: costa 9 euro e ne uso quasi uno a settimana. Il mese scorso mi ero presa il lusso di acquistare un materasso, facendomi prestare 100 euro, perché non riuscivo più a dormire sulle coperte e li ho dovuti restituire». Questo quanto riporta il Mattino di Padova, che ha anche organizzato una colletta per la signora Anna e per il figlio, che si arrangia come può per dare il contributo per arrivare alla fine del mese.

«Stiamo dando fondo alla dispensa – conclude la signora – dopodiché fino al primo giugno ci resta l’acqua. Prego chi avesse trovato il mio portafogli di mettersi una mano sulla coscienza. La vita è già molto dura così, ma adesso per noi c’è solo disperazione». Questo il messaggio di Sos che l’anziana signora ha lanciato alla stampa locale. Una storia prontamente pubblicata e inondata di aiuti: del portafogli non c’è ancora traccia. Ma numerose sono state le testimonianze di aiuto alla donna e a suo figlio. Dalla redazione del quotidiano veneto fanno sapere che numerosi gesti di aiuto sono giunti. Tutti sintomi di una nazione che non si fa intimidire dalla crisi e che pensa ancora al prossimo.

Chi volesse dare aiuto alla donna può contattare la redazione a: [email protected] . Verranno messi in contatto con i diretti interessati.

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