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Roma, la ‘fabbrica di Alemanno’ sforna le assunzioni pre-ballottaggio

 ROMA – La ‘fabbrica di Alemanno’ continua a produrre nuovi posti di lavoro.

Stamattina, da una delle aziende controllate dal Comune (Risorse per Roma) sono partite 106 lettere di assunzione. Occupazioni pre-ballottaggio? I sospetti sono più che giustificati. Appare singolare, a tal riguardo, che un’azienda con un organico di circa 600 persone, di cui 469 impiegati, 84 quadri e 12 dirigenti, vada a caccia di nuovi ingressi. Da segnalare, inoltre, che tra questi lavoratori, 23 sono ex dipendenti della società Italeco che oggi è in liquidazione. Un altro aspetto singolare riguarda gli altri  83 lavoratori che oggi cedono al canto delle sirene di Risorse per Roma mentre qualche tempo fa pare abbiano rifiutato un’offerta di inserimento all’interno di Multiservizi – controllata di Ama -. Non molti giorni fa, l’amministratore delegato dell’azienda, Domenico Kappler, ha convocato i sindacati per annunciare loro il piano di assunzioni. Ma, in quella circostanza, le rappresentanze sindacali si sono categoricamente rifiutate di firmare per non creare altro precariato. Secondo il bilancio depositato al 31 dicembre 2011, Risorse per Roma spende in un anno 19,1 milioni di euro di stipendi per il personale, 4,3 milioni di oneri sociali e 1,3 milioni per il trattamento di fine rapporto. Se a queste spese se ne aggiungono altre minori, il personale grava sulle casse dell’azienda per 24,8 milioni di euro. Una cifra a dir poco spaventosa se messa in relazione al totale dei costi di produzione (38 milioni) ma anche ai ricavi nel suo complesso (49 milioni). Le assunzioni “elettorali” partirono pochi giorni prima della amministrative nel silenzio più totale. Improvvisamente, vennero pubblicati dei bandi per titoli ed esami per 362 contratti a tempo determinato fra facilitatori, istruttori e operatori informatici. Oltre alla tempistica, lasciò perplessi anche il fatto che in Comune l’elenco dei precari ammontasse già a 200 unità distribuite non tra informatici e facilitatori, bensì tra architetti, ingegneri e assistenti sociali. Il sindaco Alemanno finì subito nel mirino della polemica. “Invece di avviare i percorsi di stabilizzazione per i 200 precari storici che dal 2008 aspettano una soluzione, ne raddoppia il numero lasciandoli in eredità al futuro sindaco”, urlavano i sindacati.  Ai nuovi assessori e consiglieri, che all’indomani del ballottaggio si insedieranno in Campidoglio, il compito di esaminare il caso delle assunzioni ‘allegre’. O, se si preferisce, semplicemente pre-elettorali.

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