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Schiavella. L’edilizia, motore economico, ma senza benzina

ROMA – Una giornata  di mobilitazione in tutta Italia, con scioperi, manifestazioni,  presidi,scioperi alla rovescia, altre originali forme di lotta nelle quali gli editi, più in generale i lavoratori delle costruzioni sono diventati,  non per propria scelta ma per forza di  forza di cose, specialisti.

E già si prepara lo sciopero di quattro ore per il rinnovo del contratto, del legno arredi e degli edili.  Un settore tornato al centro delle attenzioni delle forze politiche, delle istituzioni, del governo.degli  economisti. Allora, chiediamo a Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil, sieti riusciti a portare in primo piano la crisi drammatica che attraversa il settore, chiusura di imprese, licenziamenti, cassa integrazione? “ Intanto è bene sottolineare  il valore e il significato della mobilitazione, delle lotte dei lavoratori del settore. Un impegno straordinario, anche per onorare la memoria di chi si è ucciso sotto il peso della crisi. Lotte che lasciano aperta una speranza che riguarda l’economia di tutto il Paese, la “ questione sociale” di cui parla in termini sempre pii allarmati il Presidente della Repubblica . Oggi tutti dicono edilizia motore dell’economia. però. poi si dimenticano di mettere la benzina..Ci auguriamo che non si fermi ai semplici annunci anche il Presidente del Consiglio Letta, il quale ha detto più volte che si deve ripartire dall’edilizia e dalla sua riconversione green, con la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e del territorio, il recupero e riuso in chiave risparmio energetico.

Al governo ora chiediamo provvedimenti adeguati

Siamo d’accordo, ma ora occorrono fatti.” Mattone  dopo mattone, per rimanere nel linguaggio del settore, chiediamo a Schiavella di costruire la casa,  la piattaforma , gli obiettivi alla base delle lotte che si stanno portando avanti.   “Rafforzamento del sostegno ai redditi e degli ammortizzatori sociali, sblocco del patto stabilità  per far partire piccole opere utili alle comunità  locali e subito cantierabili” e poi- sottolinea Schiavella- le regole “per affermare la qualità  del lavoro e dell’impresa, la legalità , la trasparenza degli appalti,la necessità  di superare “il massimo ribasso, i subappalti selvaggi e rafforzare il contrasto al lavoro nero ed i falsi lavoratori autonomi”. Così vengono chiamate in causa le imprese affrontando tematiche molto delicate che possono sfociare fino alla criminalità organizzata. Schiavella tiene a puntualizzare. “ Noi sosteniamo le imprese sane e per  questo cerchiamo  di colpire quelle irregolari ed illegali, che rappresentano il maggiore nemico del nostro settore.In questi anni di crisi si sono impossessate di pezzi importanti del nostro mercato, cannibalizzando le imprese strozzate dalla crisi e dall’assenza di credito.” Per completare il quadro delle rivendicazioni il segretario generale della Fillea  dice che “occorre rendere strutturali gli incentivi per le ristrutturazioni con interventi risparmio energetico degli edifici ed avviare un vero e proprio piano di riconversione industriale del settore nella direzione della sostenibilità .” Insomma non solo interventi di emergenza con finanziamenti limitati a pochi mesi. Al governo viene chiesto di “ liberare risorse, di far partire quelle opere infrastrutturali utili a ridurre le distanze tra il mezzogiorno ed il resto del paese e tra l’Italia e l’Europa, di  dare il via ad un “piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio pubblico –  a partire da scuole, ospedali, siti archeologici e patrimonio storico e architettonico – dai rischi sismico ed idrogeologico.”

Contratti aperti, sciopero nei comparti edilizia e legno

 Schiavella passa a parlare del rapporto con le imprese e le loro associazioni. “ In questi anni, anche controcorrente, sindacati ed imprese delle costruzioni sono stati uniti nel chiedere ai governi di fare il loro mestiere. Alla coerenza che chiediamo ai governi , però- dice-dobbiamo essere conseguenti per ciò che è nelle nostre mani, cioè i contratti. Oggi, se da un lato misuriamo la positiva conclusione dei CCNL del Cemento e dei Lapidei, se siamo in fase avanzata  nel rinnovo dei laterizi, non possiamo certo dire altrettanto nel comparto del legno arredo e dell’edilizia. La sospensione della trattativa sul tavolo del legno è molto grave –prosegue  Schiavella- “come può Federlegno immaginare di sottrarre al confronto il tema degli orari e quello del salario? Una arroganza cui nei prossimi giorni risponderemo con uno sciopero di 4 ore.”

Incoerenti Ance altri associazioni di costruttori

Sul contratto dell’edilizia,   Schiavella accusa di” incoerenza”  Ance ed alle altre associazioni  dei costruttori. “Mentre dicono di condividere la strada della qualità  e della legalità , di fatto ,tentano di smontare il sistema di regole definito con la contrattazione. Siamo ad un bivio” conclude Schiavella “o si sceglie la strada della qualità , cioè regole, salario, competitività  e qualità  alle imprese e al lavoro, oppure si sceglie di assecondare  la pancia di un variegato mondo imprenditoriale in cui premono interessi a smontare le regole e a vivere secondo modelli imprenditoriali discutibili basati sulla irregolarità  e la spregiudicatezza.” Scelgano quale strada prendere”- conclude Schiavella- sappiano che in un caso avranno il nostro sostegno pieno,nell’altro la nostra assoluta opposizione.”

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