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Sicilia. Amministrative, 141 comuni al voto. Fari puntati su Messina, Catania, Siracusa e Ragusa

 CATANIA – Tempo di elezioni in Sicilia. Il 9 e 10 giugno seggi aperti in 141 comuni della regione.

Il turno di ballottaggio si terrà il 23 e 24 giugno. Al fine di permettere l’entrata in vigore della Legge Regionale che ha introdotto anche nell’isola la possibilità di esprimere la doppia preferenza di genere, le amministrative in Sicilia sono state spostate di due settimane rispetto al resto d’Italia. Fari puntati in particolar modo su Catania e Messina. Due città che attraversano un periodo che definire complicato è estremamente riduttivo. L’una (per adesso) è stata salvata dal crac mentre l’altra non naviga in acque serene visto che è sull’orlo del disastro finanziario. Si vota anche in altri due capoluoghi siciliani (Ragusa e Siracusa) e in 137 comuni piccoli e medi.

Test delicato

Un test importantissimo – quello delle amministrative in Sicilia – sia in chiave nazionale che regionale dove l’assemblea che sostiene il governo di Rosario Crocetta (con l’asse Pd-Udc che sembra reggere con l’appoggio del movimento del Governatore, il Megafono) è al suo primo vero esame.  Il centrosinistra, dal canto suo, è a caccia di rivincite e prova a conquistare Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, che negli ultimi 15 anni sono state amministrate da giunte di un centrodestra che a questa tornata amministrativa si presenta diviso. Test significativo anche per il Movimento 5 Stelle che, dopo il deludente risultato del 26 e 27 maggio, prova a rilanciarsi in terra siciliana.

Catania

A Catania, Enzo Bianco punta a tornare a Palazzo degli Elefanti per la terza volta 13 anni dopo. A sostenere il candidato del centrosinistra ci sono sei liste, dall’Udc a Sel passando per gli ingroiani e alcuni ex compagni di partito di Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia fino allo scorso mese di ottobre. Il centrodestra, invece, candida il sindaco uscente Raffaele Stancanelli, appoggiato da quattro liste. In corsa per la fascia tricolore anche Maurizio Caserta, docente universitario che mira a raccogliere l’area movimentista e in giunta ha indicato l’economista Loretta Napoleoni, oltre a Matteo Iannitti, esponente di “Catania Bene Comune”. Il M5S candida la docente precaria Lidia Adorno. Tra i candidati sindaci figura poi anche l’ex dirigente regionale Tuccio D’Urso nella cui lista spicca il padre di Antonio Speziale, l’ultras accusato dell’omicidio dell’ispettore di polizia Filippo Raciti.

Messina

A Messina il centrosinistra si presenta compatto, sostenendo, insieme all’Udc e al Megafono, Felice Calabrò, ex capogruppo del Partito democratico. Il centrodestra invece si presenta diviso: da una parte, l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca sostiene Gianfranco Scoglio; dall’altra, il Pdl sostiene il deputato nazionale Enzo Garofalo. Il fronte movimentista punta su Renato Accorinti. I grillini si giocano invece la carta Maria Cristina Saija.

Ragusa e Siracusa

A Ragusa, il centrosinistra candida alla poltrona di primo cittadino Giovanni Cosentini, ex Udc sostenuto da Pd e Megafono. Il centrodestra punta sull’ex presidente della Provincia Francio Antoci. Il quatro capoluogo chiamato alle urne per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale è Siracusa. Qui il centrosinistra punta su Giancarlo Garozzo, renziano e vincitore delle primarie, mentre l’Udc si è schierato con il Pdl puntando su Edy Bandiera. Nel Pdl, tuttavia, c’è chi sostiene l’ex assessore Ezechia Reale. Marco Ortisi, infine, è il candidato dei grillini.

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