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Grecia. Il Governo stacca la corrente ai “ribelli”. Rischio di elezioni anticipate

ATENE – I dipendenti della tv greca Ert hanno occupato alcuni studi della tv di stato per protesta? E il ministero delle finanze greco gli stacca la corrente. Continua il siparietto tra i dipendenti dell’emittente pubblica e gli esponenti del governo Samaras. Yannis Stournaras ha infatti deciso per le “maniere forti”, minacciando di interrompere il flusso della corrente verso i ripetitori degli studi occupati abusivamente per continuare a trasmettere e a protestare contro i dissidenti, che da due giorni trasmettono su internet e in analogico. Il sito internet (ert.gr) è ormai irraggiungibile, esattamente come il segnale digitale, che non raggiunge più i televisori.

Il governo di Atene aveva annunciato martedì la sospensione delle trasmissioni della Ert, e di conseguenza che i suoi 2.800 dipendenti avrebbero dovuto tornare a casa e non fare ritorno a breve. “Riaprirà presto” ha tuonato in portavoce del governo Kedikoglu, nel ribadire che la tv era “un pozzo di sprechi”. Intanto per tutta la giornata di oggi è previsto uno sciopero generale degli addetti all’informazione.

Ma la questione Ert è ben più che una mera questione sociale, come hanno dimostrato i tanti sostenitori alle manifestazioni di protesta per lo spegnimento di Radio e Tv della galassia del servizio pubblico ellenico. La questione rischia seriamente di mettere a rischio la tenuta dell’Esecutivo Nea Democratia-Pasok-Dimar, che cercano di mediare di fronte a questa soluzione estrema varata dal primo ministro Samaras. Una decisione poggiata, a detta capo del governo, dalla necessità di rispettare gli accordi con il trittico della Troika (Bce, Fmi e Ue), che elargisce gli aiuti per impedire che la Grecia vada al collasso economico.

Secondo altri, invece, sarebbe una botta di teatro per impressionare la comunità internazionale, in modo da ottenere dilazioni e alleggerimenti degli obblighi finanziari che stanno affossando sempre di più e fino allo stremo la popolazione e le istituzione greche. Mentre le solite male lingue incentrano le motivazioni del gesto choc con la volontà di fornire aiuti agli imprenditori del settore televisivo locale.

Come vada a finire, attualmente, non è dato saperlo. Ma certo è che della questione sui media internazionali e locali, se ne parla eccome. Se ne parla anche tra le forze che sostengono il governo. Alcuni siti sostengono che stasera Venizelos (Pasok) e Kouvelis (Dimar) presenteranno a Samaras una proposta alternativa alla chiusura, che comunque, il premier dovrebbe respingere.

Da qui potrebbe il governo potrebbe rischiare l’implosione, e gli scenari di incertezza, alla luce delle doppie elezioni, che hanno promosso una scelta forzata di coabitazione tra forze politiche che di solito hanno seduto l’uno all’opposizione dell’altro, potrebbe persistere o addirittura peggiorare. Si lavora per trovare garantire un terreno comune. Semmai non lo si trovasse, la questione potrebbe finire a colpi di fiducia sul decreto che di fatto spegne la Ert. Se la fiducia, come possibile, non fosse concessa si aprirebbe la strada delle elezioni anticipate. E i precedenti non fanno ben sperare, vista l’ingovernabilità e le reazioni dei mercati, che solo lo scorso anno, senza il bazooka anti-spread di Draghi, in questi giorni al vaglio sulla validità  da parte della corte costituzionale tedesca, portarono ad far impazzire gli indici dei mercati finanziari.

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