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L’Egitto svolta pagina. Morsi destituito

IL CAIRO – Mohamed Morsi, il presidente espressione dei Fratelli Musulmani, salito al potere proprio in seguito ai moti di un anno fa, sarebbe infatti stato deposto da un’azione di forza dei militari.

L’esercito – che in Egitto, come in molti paesi dell’area, ha un ruolo centrale, quasi di Stato nello Stato – ha dato seguito all’ultimatum contro il presidente e alle 17.30 locali, le 16.30 italiane, ha sferrato il suo attacco contro il potere. In questo momento Morsi sarebbe stato posto agli arresti domiciliari dai militari nella sede della Guardia repubblicana, con tanto di divieto di espatrio. «Non sappiamo dove sia», ha tuttavia affermato Gehad el Haddad, portavoce dei Fratelli Musulmani e consigliere del presidente egiziano, aggiungendo: «Sono stati tagliati tutti i contatti con lui». Già da stamattina, del resto, blindati e carri armati si erano schierati intorno alla sede della tv di Stato e al palazzo presidenziale. L’esercito ha preso il controllo della sede della televisione e ha evacuato il personale. In piazza anche cortei di segno opposto, pro e contro il presidente, che i militari cercano di non far entrare in contatto. Il quale, tuttavia, pur rinunciando per il momento a gesti eclatanti, sembra ben lungi dal volersi arrendere. «È meglio morire piuttosto che essere condannato dalla storia e dalle generazioni future», ha detto esortando gli egiziani a resistere al golpe in modo pacifico.

Il presidente ha inoltre rivolto un appello ai suoi sostenitori a «non usare la violenza», secondo quanto riferito dal consigliere per la sicurezza nazionale del presidente, Essam El-Haddad. Intanto il comandante generale delle Forze armate egiziane, Abdel Fattah al-Sissi, ha avviato una serie di incontri con le autorità religiose e politiche, con l’ovvia eccezione dei Fratelli Musulmani. Intanto il portavoce del Pentagono, George Little, ha auspicato che la crisi sia «risolta con mezzi politici», specificando che gli Usa «non sostengono alcun gruppo o partito». Nato a El-Adwah nel 1951, Mohamed Morsi è stato membro del Parlamento egiziano dal 2000 al 2005 come esponente del Partito Libertà e Giustizia, espressione dei Fratelli Musulmani. Da sempre impegnato contro la linea tradizionalmente laica dello Stato egiziano e per una applicazione più stringente dei precetti coranici, è stato dichiarato ufficialmente vincitore delle elezioni presidenziali in Egitto il 24 giugno 2012. Contro di lui, tuttavia, si è organizzato, a partire dallo scorso aprile, il movimento dei Tamarod, che ha raccolto una vasta partecipazione popolare e ha trovato infine l’appoggio dell’esercito, fino all’escalation di queste ore. Dall’inizio delle proteste si parla di almeno 30 morti e più di 1.400 feriti.

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