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Mafia. 23 arresti. Sgominato mandamento Porta Nuova di Palermo

PALERMO – Arrestate dai carabinieri 23 persone nell’operazione antimafia «Alexander» che ha colpito il mandamento palermitano di Porta Nuova. I provvedimenti restrittivi, in cui si contestano i reati di associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti, sono stati eseguiti tra le province di Palermo e Trapani ed in altre località.

Sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa tre milioni di euro. Le indagini hanno ricostruito gli assetti e le dinamiche interne del clan di Porta Nuova, di cui sono stati individuati capi e gregari. È emerso che le estorsioni non bastano più a mantenere, com’è stato finora, le famiglie dei detenuti perchè la crisi economica incide sul ‘pizzò che rimane comunque un’attività primaria della mafia. Il mandamento di Porta Nuova era così tornato a al traffico di droga, alleandosi per questo con altre csche palermitane e trapanesi. Gli stupefacenti, come negli anni ’80, venivano acquistati dai mafiosi direttamente dai Paesi produttori del Sud America e del Nord Africa.

C’è anche Alessandro D’Ambrogio, considerato il nuovo capo del mandamento mafioso di Porta Nuova, tra la trentina di persone fermate dai carabinieri di Palermo nell’operazione antimafia «Alexander», che prende il nome proprio dal giovane boss. D’Ambrogio era un uomo di fiducia di Gianni Nicchi, e ne aveva aiutato la latitanza, per prendere poi il suo posto dopo la cattura. Dalle indagini è emerso che D’Ambrogio aveva consolidato il suo potere in una vasta zona di Palermo, dove gestiva le estorsioni e controllava il traffico di droga, grazie a un patto con i clan trapanese. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Teresa Principato e dal sostituto Caterina Malagoli.

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