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ANCONA – Un serpentone di auto lungo oltre due chilometri, che si è mosso da Fabriano a Ancona, a 40 chilometri orari, rallentando e a tratti bloccando la viabilità lungo il tragitto. È l’ultima protesta in ordine di tempo, organizzata questa mattina dai sindacati, contro i 1.425 esuberi previsti dal piano di ristrutturazione della Indesit, che si è conclusa nella sede della Regione Marche.

Oltre 350 auto secondo una stima dei sindacati, un centinaio secondo le forze dell’ordine, che hanno seguito lo svolgersi dell’intera manifestazione; non meno di mille i lavoratori, con le bandiere di Fiom, Uilm, Fim e delle Rsu. Una protesta a tratti dura ma ordinata, durante la quale non si sono registrati incidenti. Davanti alla sede della Regione Marche, dopo oltre tre ore di trasferimento in auto, una delegazione di operai ha presenziato all’assemblea, insieme al sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, dedicata proprio alle crisi industriali in corso nella regione, compresa quello del colosso industriale del bianco. Le tute blu avevano in mano un documento unitario, approvato nei giorni scorsi dai consigli di 27 comuni di Marche e Umbria e da 5 assemblee provinciali.
Stipati nei posti riservati al pubblico, all’interno del consiglio regionale, gli operai in delegazione hanno ascoltato diversi interventi da parte dei consiglieri, ma dopo un’ora e mezza di dibattito hanno cominciato a urlare ‘Lavoro, lavoro, lavorò, con l’obiettivo di poter leggere il loro documento.

È stato l’unico momento di tensione, che ha coinvolto anche il presidente della giunta regionale, al quale gli operai chiedevano di poter intervenire. Secondo Spacca, per quanto riguarda la Indesit è stato fatto «tutto quello che era nelle nostre possibilità e in modo tempestivo: la nostra impostazione sarà  portata avanti in ogni luogo ed attraverso ogni confronto».Quando il sindacalista Andrea Cocco ha potuto leggere il documento, nell’aula si sollevato un boato di soddisfazione.L’assemblea si è conclusa con l’approvazione di una risoluzione rivolta al governo nazionale perchè attui «una autentica politica economica e industriale per il rilancio della crescita e dello sviluppo dei settori strategici del made in Italy» e rifinanzi la cassa integrazione in deroga. Sul fronte Indesit, invece, l’assemblea ha approvato una risoluzione nella quale si richiede, fra l’altro, che l’azienda ritiri il piano di ristrutturazione, «al fine di offrire garanzie in termini di investimenti e tutela dei livelli occupazionali in Italia».

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