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Lussemburgo, mancata vigilanza sui servizi segreti. Juncker costretto a dimettersi

LUSSEMBURGO – E’ caduto dietro le accuse di non aver vigilato correttamente sull’operato dello Srel, l’agenzia di intelligence lussemburghese. Intercettazioni illegali ma anche falsi dossier e compravendita di berline le azioni su cui Jean-Claude Juncker, ministro di stato più longevo d’Europa con i suoi 18 anni di governo, non avrebbe vigilato.

Juncker rimetterà domani mattina nelle mani del monarca Enrico di Lussembugo il suo mandato, portando quindi il Granducato verso le elezioni del prossimo 20 ottobre.

L’addio è avvenuta dopo una lunga riunione di governo, dove il primo ministro ha respinto colpo su colpo le accuse a lui rivolte. Non è detto che i ministri si dimettano. Questo almeno quanto ventilato da Guy Schuller, il portavoce del governo che ha rimarcato la volontà dei titolari dei dicasteri di voler portare avanti il proprio mandato fino alle elezioni. La posizione del ministro dell’economia, il socialdemocratico Etienne Schneider è stata: “Nessuno ci ha cacciato e non ce ne andremo”. Mentre il partito socialista che compone il assieme al partito del premier (Il partito popolare cristiano sociale) compone il governo di coalizione aveva dichiarato nei giorni scorsi la volontà di ritirare l’appoggio all’esecutivo e di esser pronto alle elezioni anticipate.

In aula Junker ha tentato di difendersi dalle accuse contenute ne rapporto parlamentare presentato dinanzi ai 60 deputati. Ma alcune intercettazioni stile “James Bond”, catturate tramite sofisticati dispositivi di registrazione nascosti in orologi in cui si evinceva la non estraneità ai misfatti degli 007 lussemburghesi. 

Molti di questi conformerebbero lo Srel come una “struttura di polizia segreta” capace di attuare migliaia di intercettazioni illegali, di organizzare missioni fuori dal loro mandato e addirittura di imbastire affari con la compravendita di automobili di grossa cilindrata.

Tra le accuse direttamente rivolte al 58enne primo ministro c’è anche l’aver “infiltrato” il proprio autista all’interno dei servizi segreti. In merito Juncker ha dichiarato: “Con tutta la buona volontà non posso riconoscere nessuna responsabilità personale di natura soggettiva. Se ogni ministro dovesse dimettersi per ogni piccolo errore, allora dovrebbero farlo in molti” .

Ma Juncker, ex delfino e ministro delle finanze Luc Friede, non è il solo ad esser stato toccato dagli scandali. Anche il granduca Henri ne è stato lambito: per lui il forte sospetto che fosse in stretto contatto con i servizi segreti inglesi.

Mentre tra le vicende controverse c’è assolutamente la vicenda “bombaroli”, una serie di attentati avvenuti in Lussemburgo negli anni 80 e che ha visto il procuratore capo che ha voleva indagare sulla vicenda oggetto di un falso dossier che lo vedeva in veste di carnefice per una storia di pedofilia.

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