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Incendio nello storico liceo Socrate di Roma. Marino, un atto criminale

ROMA – Incendio stamani al liceo Socrate di Roma, nel quartiere Garbatella. I vigili del fuoco hanno spento le fiamme che hanno distrutto due aule. A dare l’allarme era stato il custode della scuola, che aveva visto intorno alle 5.40 del fumo uscire da un’aula. La polizia indaga per accertare le cause del rogo.

“Quello che è successo nella notte al liceo Socrate non può essere definito un atto vandalico, ma è un vero e proprio atto criminale”, ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, al termine del sopralluogo al liceo Socrate. “È stato un atto criminale – ha insistito Marino – organizzato da qualcuno che ha una mente criminale. Ciò che colpisce di più è vedere i libri bruciati, le lavagne elettroniche sciolte. Non siamo ancora nelle condizioni di quantificare i danni ma anche se non ci saranno danni strutturali siamo sempre nell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Il sindaco Marino ha inoltre annunciato che già lunedì mattina ci sarà una riunione alle 9.30 fra i rappresentanti di Regione,. Provincia e Comune per definire il piano di intervento al fine di assicurare »una continuità scolastica«.  »La reazione della Regione – ha detto il sindaco di Roma – della Provincia e del Comune sarà prontissima e rigorosissima accanto al lavoro investigativo delle forze dell’ordine«.

Anche il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza ha telefonato al sindaco di Roma Ignazio Marino e al preside del Liceo Socrate, colpito da un incendio doloso nella notte. «Ho voluto esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza alla città di Roma e alla scuola per quanto accaduto – spiega il ministro – Si tratta di un atto vergognoso che colpisce un istituto che si è distinto per iniziative a favore della legalità e della convivenza civile. Faremo quanto possibile per garantire la continuità didattica della scuola e la serenità degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale. Spero che presto si faccia piena luce sull’accaduto. La scuola è e deve rimanere un luogo sicuro – conclude Carrozza – di crescita culturale e sociale».

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