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Venezia 70. SNGCI. Premio Bianchi a d’Alo’, con omaggio a Cerami

VENEZIA – Va quest’anno a Enzo d’Alò il Premio Bianchi dei Giornalisti Cinematografici Italiani. E’ il riconoscimento ad una carriera dedicata al cinema d’animazione con passione, coerenza e grande fatica, con un piccolo “regalo” per il pubblico della Mostra: l’anticipazione, in anteprima mondiale, di alcune sequenze dello speciale tv Il flauto magico nella versione ideata da D’Alò e sceneggiata da Vincenzo Cerami, dedicata ai bambini in età prescolare. Si tratta di un progetto complesso, prodotto da Cometafilm e Rai Fiction con i partner europei PTD Lussemburgo e Millimages Francia, con il sostegno del Piano Media e del Fonspa.

Al Lido, in occasione della consegna del Premio il SNGCI d’intesa con Enzo d’Alò ricorda, grazie al Bianchi, anche un inedito Cerami, con il suo divertissement, condiviso con il regista, autore del soggetto e della regia, destinato ai più piccoli. È per loro, infatti, l’adattamento fiabesco del Flauto magico in un episodio speciale della serie Pipì Pupù e Rosmarina, dove i tre protagonisti diventano nella fantasia di d’Alò e Cerami Pipino, Pupugeno e Rospamina, per raccontare la magia della grande musica di Mozart ripercorrendo le atmosfere e le avventure settecentesche del Flauto Magico con la vena surreale e comica che li ha da sempre contraddistinti. Pipì Pupù e Rosmarina raccontano, anche in questa nuova veste, grandi verità con la leggerezza e l’innocenza delle loro parole,  accompagnati in questo viaggio da un narratore eccellente come Giancarlo Giannini.                                      

ENZO D’ALO’                                 

Regista e sceneggiatore è autore de La freccia azzurra, tratto da una fiaba di G. Rodari,  (1996) con il quale ha lanciato il cinema d’animazione pensato e prodotto in Italia. Per la particolare delicatezza del disegno e il fascino delle storie, uno stile particolare che non vuole assomigliare nè alla tradizione disneyana nè all’alternativa giapponese. Nel 1998 il suo capolavoro, La gabbianella e il gatto, tratto dal romanzo di Sepúlveda sceneggiato con Umberto Marino. Ha diretto poi Momo (2001), tratto dall’omonimo romanzo di Michael Ende, e Opopomoz (2003), curiosa rivisitazione fiabesca della tradizione del presepe nella cultura partenopea. Ha avuto sempre particolare attenzione per la musica: ne La freccia azzurra musiche di Paolo Conte, per La gabbianella e il gatto David Rhodes, per  Momo alla conquista del tempo Gianna Nannini, per Pinocchio, che ha inaugurato con successo un anno fa le Giornate degli autori al Lido ed è stato in sala nell’ultima stagione con Lucky Red (ancora una volta scritto con Umberto Marino e i disegni di Lorenzo Mattotti,) le musiche di Lucio Dalla.        

Il “PREMIO BIANCHI”

Intitolato alla memoria del critico e giornalista Pietro Bianchi, d’intesa con la Mostra del Cinema di Venezia celebra da trent’anni anni il più grande cinema d’autore italiano. Ha premiato protagonisti come Alberto Sordi, Sophia Loren, Nino Manfredi, Virna Lisi, ha segnalato provocatoriamente alcuni fenomeni o personaggi: per esempio, per la scarsa attenzione che i giornali riservano al loro ruolo, i grandi critici del cinema italiano, o nel 1999, Dino De Laurentiis, il primo e finora unico produttore ad averlo ricevuto. Il Bianchi ha segnalato la carriera e il prestigio di un’intera generazione di registi, sceneggiatori,autori della fotografia tra i più rappresentativi del cinema d’autore: da Mario Soldati nel 1978 primo “Premio Bianchi” della storia, a  Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Renato Castellani, Luig

 

 

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