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Papa. Il problema sono le lobby non i gay

CITTA’ DEL VATICANO – «Si scrive tanto sulla lobby gay nella Santa Sede, ma ancora non ho una cartella con le identità di chi ne farebbe parte». Papa Francesco risponde così a una domanda su quella che viene considerata una componente impropria ma potente della Curia Romana.

È noto che lo stesso Francesco ne aveva parlato qualche settimana fa in una conversazione con i superiori religiosi dell’America Latina dicendo che voleva fare chiarezza e poi «vedere quello che si può fare». E ai giornalisti – nell’intervista di un’ora e mezza concessa in aereo – non nega questa possibilità. Ma al contempo il Papa invita a guardare la questione sotto un altro profilo (avvertendo implicitamente del rischio dell’omofobia che corrono certi fustigatori dei costumi degli altri) ed afferma: «il problema è fare lobby di qualsiasi tendenza: lobby politica, lobby massonica, e anche lobby gay».

«Le lobby tutte – afferma – non sono buone. Mentre se uno è gay e cerca il Signore chi sono io per giudicarlo? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo. Il problema per la Chiesa non è la tendenza. Sono fratelli. Quando uno si trova perso così va aiutato, e si deve distinguere se è una persona per bene».

Le parole del Papa, definite addirittura rivoluzionarie, sono state accolte con grande soddisfazione dal mondo della politica e della società civile. “Dopo tanti insulti ricevuti dalla gerarchia cattolica, da molte strutture ecclesiali, si riconosce che se  uno è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo?”, commenta Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia. “Però – aggiunge Mancuso – proprio quel riferimento al Catechismo deve suggerire a tutti gli osservatori smemorati, e ai media, già in cerca di rivoluzioni morali inesistenti, di leggere l’articolo 2357: « Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che »gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati «. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.»

“Siamo rimasti spiazzati dalle parole di Papa Francesco che ha fatto un’operazione strabiliante: ha separato l’omosessualità dalla pedofilia”, ha detto il leader di Sel Nichi Vendola. «Papa Francesco ci ha ricordato che la pedofilia è un peccato, un delitto, un reato – ha aggiunto Vendola – e ha detto sull’omosessulità ‘chi sono io per giudicare i gay?’. Se la politica avesse solo un milionesimo della sua visione di futuro, della sua capacità di respiro e di ascolto sarebbe una politica più utile per aiutare la gente che soffre».

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