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Renzi, (Mosè) e Del Rio (Ietro) ovvero la “strategia della tagliata fiorentina”

ROMA – Ma esiste ancora un partito chiamato Pd? Guardando la tv, ascoltando la radio, leggendo i giornali, on line e carta stampata, ci è venuto il dubbio che non esista più,si sia sciolto come neve al sole, qualche tempo fa perché ora il sole non scioglie, incendia.

I giornalisti, tutti o quaso enon si può fare loro una colpa, non dicono tizio delPd. Dicono il   renziano, il lettiano, il dalemiano, il veltroniano, perfino il<bindiano. Oppure area bersani, area franceschini,  area fioroni,giovani turchi. Ancora non si è coniato un termine adatto a Guglielmo Epifani.  Impronunciabile sarebbe  un “epifaniano”, peggio ancora  un “epifanista” Perciò si fa di ogni erba un fascio e si parla di “governisti”, specificando “ l’asse Bersani, Epifani, Franceschini”,  che andrebbero a coincidere, quasi, con i lettiani. I nomi metteteli nell’ordine  che più vi aggrada. Il giornalista quando ha specificato la “ scuderia” di appartenenza, pronuncia anche la fatidica  parolina, Pd. Ci fosse uno che si sente in dovere di precisare che lui fa parte del Pd e che a quale area appartiene sono affari suoi. Macché. Sarebbe come se uno parlasse di Alonso senza premettere Ferrari.  A scanso di equivoci se il Pd fosse una “ Ferrari” la targa andrebbe bene, benissimo. Ma non è così. Il motore, se c’è, al minimo è ingrippato. Non è da escludere che qualcuno se lo sia portato a casa.   Ma non è tutto.

Ma il Pd esiste ancora?
 Torna la domanda: il Pd esiste?Gli appartenenti alle diverse “categorie” fanno la voce grossa, gli uni contro gli altri armati, se le dicono di tutti i colori.non si stimano, si guardano in  cagnesco, se uno dice “a “l’altro dice “b” Non sembrano proprio appartenere al medesimo partito. Il capo renziano ora ha deciso di non parlare, di non fare dichiarazioni, rilasciare interviste, silenzio assoluto. Ma comunica in continuazione gli adepti che si trasformano in ventriloqui. Detto tutto il<male<possibile però va riconosciuto che nelle aree, nelle correnti, nei gruppi e gruppetti, gli aderenti si vogliono bene. Tanto  che non si chiamano per nome, roba vecchia, da rottamare. Leggiamo dalle cronache fiorentine del Corriere della sera che in privato il sindaco di Firenze, Renzi  e il ministro   Del Rio non usano i loro nomi . Matteo e Graziano.   Racconta il giornalista che quando l’iPhone del ministro per gli affari istituzionali squilla ed sullo schermo appare la scritta “ Mosé” si tratta del sindaco della città toscana.  Un complimento a trecentosessanta gradi. Come è noto Mosè guidò il popolo ebraico in fuga dall’Egitto. Matteo-Mosè sarebbe la guida per il popolo del Pd, scritti compresi anche se per loro, stando a quanto dicono, non contano niente, se potessero gli toglierebbero anche il diritto di voto nelle primarie riservandolo solo agli “ eletti” nel nome di Mosé che non guido gente comune ma ,appunto,il popolo “eletto”.

  Futuro del Pd e del governo  pranzano   a Firenze

Non è finita qui perché nell’intimità della corrente,anche il ministro si è dato un nome, Ietro,suocero di Mosè e suo ascoltato consigliere. Si sono ispirati al Vecchio Testamento. Stante la loro provenienza , la vecchia dc,non potevano  certo ispirarsi a qualche figura  della famiglia marxista –leninista. Però non hanno considerato una cosa: che Mosè   divise le acque del mar Rosso per far passare il suo popolo sommergendo l’esercito faraonico che lo inseguiva. O forse l’ hanno proprio considerato. , Davanti a loro non c’erano le acque marine, ma un buon ristorante fiorentino dove per due ore, si dice, abbiano messo a punto la “strategia della fiorentina”.Una tagliata.

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