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Prova d’orgoglio di Piazza Affari contro l’incertezza agostana

TRIESTE – Ottava di Borsa tipicamente estiva quella che si conclude oggi, all’insegna dell’incertezza e delle prese di profitto che accompagnano un inizio di agosto privo di rilevanti novità per il mercato dei beni e per quello monetario e del lavoro.

Banche Centrali ancora protagoniste della scena economica. Il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha recentemente affermato che l’istituto continuerà a sostenere la modesta crescita economica statunitense con tassi prossimi allo zero e con il mantenimento del Quantitative Easing (QE), il piano di interventi mensili per l’acquisto di complessivi 85 miliardi di dollari in obbligazioni e titoli governativi, fino a quando «le prospettive per il mercato del lavoro non saranno migliorate in un contesto di stabilità dei prezzi»
Anche la Banca Centrale Europea si è impegnata a mantenere i tassi bassi fino a quando l’economia non sarà in grado di riprendere da sola la tanto attesa crescita sostenibile: in tal modo potrà condizionare, con le proprie previsioni, le aspettative dei mercati sui futuri livelli dei tassi di interesse, al fine di perseguirne il ribasso di quelli a lungo termine.
L’Europa, decisamente in secondo piano rispetto a temi quali l’esperimento monetario del Giappone, il potenziale spettro del “tapering” (la riduzione del programma di QE) o le crisi in Siria e nel Medio Oriente, ha deciso di allentare la morsa dell’austerità per stemperare le tensioni politiche in vista delle elezioni tedesche del prossimo settembre e, così facendo, si è mossa nella giusta direzione, cercando di affrontare i propri problemi con soluzioni reali.
Piccoli passi costellati da contenuti progressi che fanno presagire un prossima ripresa: dal balzo di giugno degli ordini all’industria e della produzione industriale in Germania, nettamente superiori alle attese e tali da spingere l’agenzia Fitch a confermare il rating “AAA” sul debito sovrano del paese sulla base della solida crescita economica, ai più modesti risultati del Bel Paese, dove la produzione industriale cresce soltanto dello 0,3% mese su mese (nella media del primo semestre è diminuita del 4,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) mentre il saldo della bilancia commerciale, che rappresenta la differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni di merci, è stato positivo per 3,6 miliardi di euro, pur in presenza di un’inflazione stabile all’1,2% su base annua.
Dati, quelli riportati dall’Istat, che hanno spinto il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni ad affermare che l’Italia intravede l’uscita dalla recessione, tanto che se fossimo davvero a quel punto di svolta tale da far registrare una crescita negli ultimi tre mesi dell’anno, non sarebbe necessaria alcuna manovra aggiuntiva per la quadratura dei conti pubblici.
Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso praticamente invariata (+0,07%) dopo una seduta caratterizzata da scambi limitati in vista della settimana di pausa estiva in Giappone, con Nikon che ha perso oltre il 10% dopo aver tagliato le sue stime sugli utili di fine anno.

Più convincenti i rialzi registrati a Shanghai (+0,3%) ed Hong Kong (+0,6%), dove investitori si sono concentrati sugli ultimi incoraggianti dati macro della Cina: accelera la produzione industriale che a luglio ha segnato un rialzo del 9,7% su base annua, l’incremento più forte (e superiore alle attese) da dicembre scorso, così come sono cresciute le esportazioni e le vendite al dettaglio.
Promettente avvio di seduta anche per le principali Borse europee, che hanno reagito con soddisfazione ai segnali incoraggianti arrivati dall’economia cinese, ai massimi da febbraio, trasformatosi poi nell’ennesimo consesso senza direzione; l’OPA (Offerta Pubblica d’Acquisto) lanciata dall’imprenditore messicano Carlos Slim (uno degli uomini più ricchi del mondo) su Kpn ha risvegliato l’interesse su tutto il comparto delle telecomunicazioni, spingendo i listini: Londra (+0,82%) e Madrid (+0,73%) si confermano le migliori del Vecchio Continente, seguite da Parigi (+0,30%), ai suoi massimi del 2013, e Francoforte (+0,20%) pressoché appaiata.

Apertura in controtendenza per Milano, ieri la migliore, preoccupata da Telecom Italia, gravata dalla minaccia dell’agenzia di rating Moody’s di un taglio del rating sul merito creditizio; prova d’orgoglio a metà seduta, con gli indici che ritornano positivi e Piazza Affari (FTSE Mib +0,23%,  FTSE Italia All Share +0,19%) che si riabilita nel finale.
Seduta positiva per Unicredit (+0,92%) che ha continuato a cavalcare i buoni numeri della semestrale presentata in settimana, rimbalzo per Monte dei Paschi di Siena (+1,38%) dopo il pesante ribasso subito ieri; scambi intensi su Telecom (+1,59%), che riesce a chiudere in positivo grazie all’effetto dell’operazione Kpn. Tra gli industriali bene Fiat (+2,07%) reduce dall’incontro con il premier Enrico Letta, teso a ribadire l’impegno del Lingotto a non chiudere alcuno stabilimento in Italia, dove mantiene una quota vicina al 30%; secondo voci riprese dai quotidiani economici nazionali, si sarebbe quasi all’accordo tra Fiat, Renault e Zil per produrre veicoli commerciali a Mosca all’interno della leggendaria fabbrica che in epoca sovietica produceva le vetture di lusso per la Nomenklatura del partito, nell’ambito di un investimento in cui il marchio dell’est sarebbe il principale finanziatore.
Sul fronte del debito sovrano in leggera contrazione lo spread tra il Btp ed il Bund con scadenza a dieci anni, portatosi a 250 Bp (Basis point, punti base) dopo aver oscillato nel corso della giornata tra i 248 ed i 256 Bp; il rendimento del titolo italiano (Btp maggio 2023) si porta dunque al 4,18%, così come risulta pressoché invariato il differenziale tra titoli italiani e tedeschi con scadenza a due anni, sceso a 154 Bp dai 156 Bp di ieri, per un rendimento inferiore all’1,7%.

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