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Il M5S torna all’attacco del governo. Basta pregiudicati che dettano l’agenda

ROMA –  Ieri le parole del senatore Cinque Stelle Vittorio Crimi. suonavano come una timida apertura al Pd.

Oggi, invece, arriva nuovamente lo stop del capogruppo al Senato Nicola Morra che lancia un ultimatum dai toni lapidari dalla sua pagina Facebook: “Noi adesso dobbiamo ancor più insistere: con un parlamento illegittimo, con pregiudicati che dettano l’agenda al presidente del consiglio, con questa gente che ha definito il semplice concetto di reddito di cittadinanza una  nozione divisiva, non vogliamo avere a che fare”. E poi rivolgendosi all’esecutivo:  “Che si consegnino al passato, che accettino il giudizio degli elettori, il più presto possibile e senza procurare altri danni».  «Noi promuoveremo un’azione di governo che avrà i cittadini come destinatari fondamentali, mandando chiaramente le lobbies che finora hanno
condizionato questi decenni funesti a… raccogliere mazzolini di violette nei prati inquinati dalle loro discariche, dai loro veleni. Magari sotto le ciminiere tossiche dell’ILVA”.

“Stiamo arrivando ad un punto di non ritorno – continua il grillino – . Stiamo arrivando sl momento decisivo. Leggo che per blindare il governo Letta, qualcuno già starebbe sondando l’ipotesi di una ventina di
senatori pdl disposti a sostenere cmq l’esecutivo, venendo fuori dal loro gruppo. Dopo aver sperato che il m5s si spaccasse, cedendo alle lusinghe del potere, di una responsabilità che avrebbe dovuto irretire tanti, le forze della conservazione – accusa – provano disperatamente qualunque escamotage pur di salvarsi”.  “Ma – rimarca Morra – stanno sempre più dimostrando agli italiani, malgrado l’opera mistificatrice di tanti giornali e di tante tv, quale sia la loro vera natura: blocchi di potere e di privilegio, caste chiuse e monopolistiche, compattate dall’istinto di sopravvivenza e soltanto da quello. Non un ideale, non un valore, non il rispetto delle regole democratiche. La stessa polemica sollevata da Giachetti contro la Finocchiaro sulla doppiezza di parti del pd/pdl sulla riforma della legge elettorale la dice lunga”.

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