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Moodys. L’Italia ce la farà?

ROMA – Nonostante la Borsa abbia cominciato a respirare e l’Europa abbia applaudito al fallimento della sfiducia al governo, da parte di Berlusconi, oltre oceano le famose agenzie di rating continuano a mostrarsi scettiche verso il nostro Paese.

La fiducia a Enrico Letta “è il miglior risultato possibile” ma “le turbolenze politiche dell’ultima settimana mettono in evidenza la fragilità del governo che può ritardare le riforme di bilancio e strutturali”. Così l’agenzia di rating Moody’s, in una nota commenta la situazione politica italiana ricostruendo le principali tappe della crisi. “Ci asettiamo che l’Italia non riesca a centrare il target di un deficit/Pil al 3% nel 2013”, sostiene l’agenzia. “L’Italia – ha osservato Moody’s – è uscita dalla procedura d’infrazione del deficit quest’anno, dopo aver ridotto il deficit al 3% del Pil nel 2012 dal 5,5% del Pil nel 2009 ma l’instabilità politica ha effetti negativi sulla capacità del governo di procedere con le riforme strutturali e di bilancio”.

“Nel prossimo consiglio dei Ministri, a breve, prenderemo le misure necessarie a rispettare la soglia del 3%”. Lo ha detto il vice ministro all’Economia, Stefano Fassina, rispondendo così alle perplessità sollevate oggi dall’agenzia di rating Moody’s sulle reali possibilità di mantenere il rapporto deficit/pil del 2013 entro il tetto del 3%. “Le misure che prenderemo sono le stesse che avevamo gia’ preparato per l’ultimo consiglio dei ministri e che poi sono state congelate dalla crisi politica – spiega Fassina a margine dei lavori della commissione Bilancio della Camera – si tratta di alienazioni di immobili di proprietà dello Stato e tagli alle spese correnti”.E ancora: “Va fatta una valutazione complessiva per affrontare il capitolo degli impegni da qui a fine anno”, dice poi Fassina all’Agi sulla eventualità di un intervento del governo per riportare l’aliquota dell’Iva dal 22 al 21%. “Oggi all’ordine del giorno sono la seconda rata dell’Imu e il rifinanziamento della Cassa Integrazione Guadagni – sottolinea Fassina -. Purtroppo l’Iva è saltata”.

Intanto arrivano chiusure in calo per le principali Borse europee, in scia con l’avvio pesantemente negativo di Wall Street, sui timori legati allo ‘shutdown’ negli Usa. Parigi ha ceduto lo 0,73%, Francoforte lo 0,37%, Milano lo 0,44%, Madrid lo 0,58%. Poco sopra la parità Londra (+0,18%). Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi è stabile a 256 punti, sul livello della chiusura di ieri. Il rendimento è al 4,37%. Insomma, smaltita l’euforia, il nostro Paese continua a navigare a vista.

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