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Una volontà popolare, un Pd credibile, non di un uomo solo

ROMA – Gli sviluppi clamorosi della situazione politica del nostro Paese sono tutti da verificare. Una cosa   però è certa, il 2 ottobre si chiude un ventennio, quello berlusconiano, un’immagine del cavaliere che, triste e contrito, fa una piroetta, perde la faccia e annuncia che il Pdl voterà la fiducia richiesta da Enrico Letta, rimarrà nella cronaca e nella storia d’Italia. Aveva ordinato le dimissioni in massa   dei parlamentari, poi quelle dei ministri. Aveva parlato di un Letta e un Napolitano inaffidabili. E’  innegabile che le novità siano significative.

Il 2 ottobre è iniziato formalmente il dopo Berlusconi. Moltissimi quotidiani hanno parlato di resa, di sconfitta, di fine di un leader, di Berlusconi che perde la faccia e fa una piroetta. Le novità sono significative ma vanno consolidate: c’è una nuova maggioranza politica per il governo Letta, Berlusconi è fuori dalla maggioranza, le destre sono spaccate e si avvia la costruzione di una destra moderata ed europea. In diretta tv si è vista la conclusione della lunga egemonia del cavaliere. Non eravamo su “scherzi a parte”. L’assalto delle forze dello sfascio è stato respinto dal Parlamento che ha tenuto e ha rappresentato bene l’indignazione delle forze sociali, religiose e culturali, italiane ed europee che avevano isolato chi pensava di stravolgere lo stato di diritto per salvare il  “capo”. Nel Parlamento e nel paese sono prevalse le energie della responsabilità nazionale. Vedremo nei prossimi giorni la effettiva tenuta dei moderati di destra, dopo che verranno “massaggiati” singolarmente con l’intimidatorio metodo Boffo.

Tuttavia, si deve cogliere il nuovo e andare speditamente avanti perché è ora il tempo del cambiamento per uscire dalla crisi. Non è facile, ma questo è. La nuova maggioranza dovrà dotarsi di un programma di poche priorità di fondo: lavoro, impresa, ricerca, diritti e l’ambiente. Questi obiettivi vanno realizzati con  scelte forti su equità sociale, giovani e donne, rilancio della domanda interna e del Mezzogiorno, economia verde, politiche per la salute, la scuola, la previdenza, la ricerca, la cultura, la tutela del suolo e del territorio. E servono politiche pubbliche per spostare le risorse dalla rendita all’impresa di qualità, cominciando  con un intervento della CDP per Telecom, per il comparto industriale e della siderurgia, per l’Alitalia. I risparmi della sburocratizzazione, le entrate della patrimoniale sui grandi patrimoni (che va introdotta) e della lotta all’evasione andranno destinate per creare fondi a disposizione dei comuni per la difesa del suolo, le bonifiche, l’efficienza energetica e i distretti industriali dei rifiuti: cioè lavoro. E riforma fiscale per detassare il lavoro, le imprese e i pensionati. Sono titoli e impegni  per una legge di stabilità che avvii uno sviluppo moderno e sostenibile alternativo al rigorismo e all’economia della speculazione finanziaria. E certamente riforma della legge elettorale e superamento del doppione Camera e Senato. Certamente non è mai stato il tempo del tutto e subito, ma ora è quello di provvedimenti certi ed efficaci, sostenuti dalla partecipazione consapevole dell’impresa e dei sindacati, delle associazioni e della cultura, delle regioni e dei comuni. La nuova maggioranza, pertanto, ha bisogno di estendere i propri consensi e le uniche leve a disposizione sono le realizzazioni e la coerenza. Imboccare questa via è indispensabile, perché la nostra democrazia non reggerebbe ancora a lungo con forze popolari sofferenti, sfiduciate, confuse e cedevoli verso gli insulti di arruffapopoli come Grillo a cui si sommerebbero agli assalti degli irriducibili del cavaliere e della Lega. È un popolo intero che va conquistato ed attivato nella transizione morale, sociale, economica e ambientale che serve al paese. In questo passaggio il PD deve essere consapevole che ha una essenziale funzione di coesione, di partecipazione, di indirizzo politico, di  tenuta e di espansione delle forze indispensabili per la rinascita nazionale. Le cose non si fanno da sole per questo è necessario un PD credibile, perché rappresentante delle forze popolari, e che lavori tenacemente per ridare fiducia e guidare il malessere, per unire le forze della sinistra, e queste con quelle nate dalla scissione del PDL. Tutto ciò ha un tempo e sono i prossimi mesi. Per questo è urgente mettere in azione una volontà popolare, un partito e non di un uomo solo, magari con altri impegni istituzionali. Poi si ritornerà al confronto bipolare tra forze alternative. Ma in una Italia migliore.     

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