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ROMA – ‘Non bisogna abbassare la guardia’ . ”L’andamento decrescente del drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, soprattutto in termini di perdita di vite umane, non deve far abbassare la guardia su quella che continua a rappresentare una drammatica piaga sociale”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’Anmil per la 63esima celebrazione. 

”In occasione della 63esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro – scrive Napolitano in un telegramma – rivolgo il mio omaggio alla memoria dei caduti ed esprimo la mia vicinanza a quanti hanno perduto salute e integrità fisica nei luoghi di lavoro. Come ho più volte sottolineato – prosegue Napolitano – l’andamento decrescente del drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, soprattutto in termini di perdita di vite umane, non deve far abbassare la guardia su quella che continua a rappresentare una drammatica piaga sociale. Il recente gravissimo incidente di Lamezia Terme con la morte di tre operai in un silos, ne è drammatica conferma. E desta particolare inquietudine l’entità degli infortuni tra i lavoratori stranieri. Apprezzo quindi il vostro impegno nel promuovere una forte cultura della sicurezza e della prevenzione per il rispetto delle regole poste a tutela dell’incolumità sul posto del lavoro e in difesa della vita e della dignità di tutti i lavoratori, valori essenziali garantiti dalla nostra Costituzione. Con questo spirito – conclude Napolitano – rivolgo il mio partecipe saluto a Lei presidente Bettoni, ai mutilati, agli invalidi e ai familiari delle vittime sul lavoro che in questa giornata particolare ricordano il sacrificio dei loro cari tragicamente scomparsi”.

Nel 2012 790 morti sul lavoro
Calano morti e incidenti sul lavoro. Sono state 790 le morti ‘bianche’, 8,8% in meno rispetto al 2011 e -28,8% rispetto al 2008. In calo anche gli incidenti denunciati all’Inail nel 2012: 744.916, -8,9% rispetto all’anno precedente, e -22,8% rispetto al 2008. Sono i dati dell’Anmil, in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

A pesare sul bilancio è però anche crisi economica. Ad influenzare la riduzione del fenomeno (oltre naturalmente al miglioramento delle condizioni degli ambienti lavorativi particolarmente incisivo in questi ultimi anni) “ha certamente contribuito in misura significativa la continua emorragia di posti di lavoro e la sensibile flessione delle ore lavorate che hanno determinato una sostanziale riduzione dei tempi di esposizione al rischio infortunistico”.

L’Anmil rileva inoltre che “ancora più sostenuto il calo fatto registrare dai lavoratori stranieri operanti in Italia, che costituiscono una componente importante e imprescindibile del nostro tessuto economico e sociale e rappresentano ormai il 7,5% della popolazione nazionale, con quasi 4,5 milioni di residenti e il 10% degli occupati, con 2,3 milioni di unità.

Nel 2012 gli infortuni sono stati circa 111.000, in calo del 18,2% rispetto ai 136.000 infortuni del 2011 e del 25,8% rispetto ai 150.000 casi del 2008. I casi mortali sono stati 112 nel 2012 con un calo del 22,2% rispetto al 2011, che aveva segnato 144 decessi e di oltre il 40% rispetto al 2008 quando si contarono 188 stranieri morti sul lavoro”. Per l’Anmil, “sono stati proprio i settori maggiormente colpiti dalla crisi economica quelli che hanno fatto registrare le diminuzioni più consistenti, ovvero le attività manifatturiere che hanno avuto un calo infortunistico del 16,4% e, ancor più, il settore delle costruzioni dove gli incidenti sono scesi del 21,3% e i casi mortali di ben il 22,8% (dai 158 casi del 2011 ai 122 del 2012). Settori, peraltro, a forte componente di manodopera immigrata, che, al pari e forse più di quella italiana, è stata colpita in misura molto pesante dai forti cali delle produzioni nazionali”.

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