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Il gigante dei tifoni colpisce le Filippine. Strage di innocenti

MANILA – Haiyan: questo è il nome del “super”- tifone che ha letteralmente raso al suolo parte delle Filippine nelle ultime ore. Già classificato da alcuni metereologi come uno dei più potenti della storia, questo ciclone si è lasciato alle spalle morti, feriti e un altissimo numero di sfollati.

Una delle città più colpite è sicuramente Tacloban (est Filippine). Qui, infatti, l’impatto con Haiyan (soprannominato anche Yolanda) è stato fortissimo; la tempesta, di categoria 5, arriva dall’oceano Pacifico e porta con sè raffiche di vento superiori ai 313 chilometri orari. Secondo le testimonianze dei soccorritori della Croce Rossa, potrebbero essere oltre 1.200 le vittime del tifone. Ma i danni si contano anche nell’urbanistica: interi centri abitati sono stati spazzati via, alcuni aeroporti sono andati completamente distrutti e difficoltosi sono i contatti con alcune città, come nel caso di Guiguan, rimasta isolata dall’8 novembre, data di inizio del disastro. Sulle coste filippine si apre così un agghiacciante scenario di morte, dove le strade diventano fosse comuni, sulle quali vengono ammassati i molteplici cadaveri. Intanto Papa Francesco si appella ai fedeli su twitter, chiedendo di pregare con lui per le vittime della ferale catastrofe.

 Non a caso è stato scelto il nome “Haiyan”, che in cinese significa procellaria, uccello marino che si avvicina alle coste solo per procreare e moltiplicarsi. Metaforicamente parlando, è proprio quello che sta facendo il super-tifone in queste ore, estendendosi sempre più verso nord-ovest.

Uno strumento utilissimo è lo “Storm Tracker”, che in tempo reale descrive su di una cartina gli spostamenti di Haiyan e l’intensità dei suoi venti. Data l’assenza di catene montuose, la forza del ciclone è lievemente diminuita. Le previsioni annunciano che a breve il tifone potrebbe spostarsi sul Vietnam, (altra probabile “vittima” della catastrofe naturale), dove sono già iniziate le operazioni precauzionali di evacuazione; la sua traiettoria proseguirà poi verso il Laos, fino ad arrivare verso le  coste cinesi. Per ora, il problema principale resta comunque la situazione delle Filippine, dove si cerca di intensificare la rete di soccorso, ostacolata anche dalla sfavorevole stagione delle piogge. Molte delle vittimite, quasi il 40%, sono bambini o comunque ragazzi sotto i 18 anni, questo è quello che risulta dai dati Unicef, organizzazione che già si sta mobilitando per la raccolta di aiuti umanitari.

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