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Venezuela, Tv al plasma troppo cari. Maduro li sequestra

Il presidente della Repubblica del Venezuela Nicolas Maduro ha ordinato l’esproprio dei prodotti della catena di elettrodomestici “Daka”, con l’intento che vengano venduti a prezzi più bassi e consoni alle finanze delle famiglie venezuelane.

Ad essere prese d’assalto dai membri dell’esercito sono state tra le altre le filiali di Valencia e Naguanagua e Caracas e le altre sparse nel paese sudamericano. Il tutto è avvenuto nella notte del 8 novembre. L’occupazione è stata seguita da un incredibile numero di persone, ansiose di acquistare i prodotti a buon mercato.

E’ una misura contro Daka a livello nazionale per stabilire prezzi giusti in base a parametri più razionali” è stato il commento del capo dell’organo superiore dell’organo della difesa dell’economia nazionale Hebert Garcia Plaza aggiungendo che “se non si otterranno gli effetti sperati si potrebbe assistere all’occupazione dei negozi da parte dei militari dell’esercito”.

Una misura che fa seguito alla notizia che almeno 5 dirigenti della catena sono stati arrestati contestualmente alle operazioni di sequestro.

Tanto per dare chiarire la situazione che si sta vivendo in questo momento in Venezuela occorre raccontare che negli ultimi mesi i prezzi sono saliti vertiginosamente: quasi il 1000 percento secondo le stime governative. Un salasso che non si ripete nei negozi statali, letteralmente svuotati negli scaffali e che esibiscono prezzi calmierati circa dieci volte inferiori a quelli di “Daka”. La situazione in Venezuela è catastrofica. Secondo la ricostruzione del “delfino” dell’ex presidente socialista defunto Hugo Chavez e attuale presidente della Repubblica Nicolas Maduro in Venezuela si sta assistendo ad una guerra economica organizzata dalla borghesia per sfavorire il governo tramite pilotando il malcontento della popolazione. In generale non si tratta certo di un momento favorevole dal punto di vista del consenso per Maduro. In molti hanno notato la vicinanza dei proprietari di “Daka” e le compagini governative per etichettare come uno spot elettorale l’operato dell’esecutivo in vista delle prossime elezioni. In questo senso devono essere etichettate anche le altre controverse riforme. Non ultima l’aver anticipato il Natale e le tredicesime per favorire i consumi o l’istituzione del ministero della felicità. Certamente tutte mosse quantomeno inusuali per per contrastare una inflazione che in quest’anno ha toccato quota 43%.

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