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Berlusconi-Alfano, confronto inutile. Falchi e Colombe rassegnati alla scissione?

Gli ultimi tentativi di mediazione non hanno avuto i risultati sperati. Condizionante il pressing degli ‘Irriducibili’ guidati da Fitto e Santanchè

ROMA – L’ex Premier Silvio Berlusconi starebbe tentando l’impossibile per evitare la scomposizione del Pdl e fino all’ultimo tenterà di mediare tra ‘Falchi’ e ‘Colombe, anche se i bene informati giurano che il Cavaliere sarebbe pronto ad andare avanti fino in fondo a costo di passare all’opposizione se non si dovesse trovare un’intesa sul nodo della decadenza. Tutto si potrebbe consumare al prossimo Consiglio Nazionale, dove le divisioni potrebbero essere messe nero su bianco, con l’intenzione, o la minaccia di mettere ai voti il documento approvato dall’ufficio di presidenza del Pdl il 25 ottobre scorso. “Una scissione adesso – avrebbe detto il Cavaliere nel corso del pranzo con i lealisti – non ci porterebbe da nessuna parte”.

Posizione assunta nonostante il pressing dei falchi determinati a forzare la mano per far uscire allo scoperto chi rema contro. Ma restano in tanti tra le ‘Colombe’, anche in queste ore, a tentare la carta di far saltare, per questioni di chiara opportunità, il Consiglio Nazionale. A chiedere il rinvio, tra gli altri, i senatori Paolo Naccarato (“sarebbe giusto che Berlusconi motu proprio rinviasse Cn”); Andrea Augello e il deputato Mario Baccini, leader dei Cristiano popolari che avverte: “Meglio trovare un accordo prima altrimenti conviene rinviare il Cn per raggiungere un’intesa dopo”. Quello che è certo è che all’orologio della storia mancano poco meno di 48 ore per sancire la fine del Pdl ed la rinascita di Forza Italia, ma i contendenti di quel che resta del Popolo delle Libertà, non hanno ancora trovato la quadra. Tornando alla dinamica che si è consumata nelle ultime ore non si può non raccontare come a ‘malpartito’ sia finito il vertice notturno tra l’ex Premier, Silvio Berlusconi e l’attuale Vicepresidente del Consiglio Angelino Alfano. Troppo distanti le posizioni imposte ai due dalle rispettive formazioni. Falchi e Colombe, nei fatti condizionano sia le scelte di Berlusconi che quelle di Alfano e nessuno dei due può permettersi il lusso di perdere una partita che in caso di sconfitta può rivelarsi letale. Le posizioni sono talmente distanti che anche i cosiddetti ‘pontieri’ sono praticamente fuori gioco, gli ex An Gasparri e Matteoli, insieme ad una minuscola pattuglia ancora a metà del guado, non sono riusciti neppure ad avviare una ipotesi di mediazione. 

Da un lato troviamo Berlusconi che, sulla spinta dei falchi, chiede fedeltà incondizionata anche ai cosiddetti “governativi” e si aspetta da loro le dimissioni da un governo che accettasse passivamente la sua decadenza da senatore. Dall’altra Alfano ed i suoi colleghi ministri che si dicono pronti a difendere a spada tratta chi ha intenzione di far fuori il Cavaliere da Palazzo Madama, ma che, al tempo stesso non pensano assolutamente a mettere in gioco i destini del Governo Letta.

Ma le posizioni sono difficilmente conciliabili anche sulla ormai prossima Forza Italia. Se da un lato il Segretario e Vicepremier Alfano chiede, per parare i colpi dei lealisti , due coordinatori, per ogni anima del partito. Berlusconi avrebbe in mente, sempre su indicazione dei falchi, l’azzeramento delle cariche e, come ha spiegato senza tanti giri di parole Daniela Santanchè, spetterà solamente a lui poi decidere “a chi dare o non dare gli incarichi”. Non solo. Gli “alfaniani” vorrebbero inoltre che in caso di accordo venisse messo tutto nero su bianco in un ufficio di presidenza da tenersi prima del Consiglio nazionale. Opzione, però, contestata dalla corrente capeggiata da Raffaele Fitto. 

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