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ROMA – Ancora in alto mare la situazione in Alitalia. Dopo la rinuncia di Air France-Klm di aumento del capitale, arriva il no anche dalla Germania, dove Martin Riecken, portavoce Europe della compagnia aerea tedesca, senza mezzi termini annuncia: “La nostra posizione non è cambiata. Non siamo interessati né a partnership né a merger con altre compagnie aeree, Alitalia inclusa”.

Insomma, ancora un nulla di fatto per i “capitani coraggiosi”. Intante il presidente del  consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria  Gros-Pietro avverte che “tutte le soluzioni sono a disposizione di Alitalia”.

“Un partner non europeo – ha aggiunto – può aprire nuove opportunità di business e nello stesso tempo Alitalia può offrire delle capacità di penetrazione  in Europa e un hub al centro del Mediterraneo che può essere  considerato molto interessante. Detto questo – ha spiegato Gros-Pietro – non  bisogna dimenticare che Alitalia è partner di un’alleanza  che si chiama Sky Team e che ci sono delle norme per cui è  necessario, per poter gestire determinate rotte, che un  operatore abbia la qualifica di vettore comunitario: il che  significa avere una maggioranza di azionisti europei”. 

Tuttavia c’è chi crede che Alitalia, prima di pensare a eventuali partner europei, pensasse a mettere al sicuro la sua situazione economica. “L’Alitalia ha bisogno di un partner forte, ma non si può presentare ad un eventuale alleato in stato fallimentare”, ha detto il presidente dell’Aiscat e della società Aeroporti di Roma (Adr), Fabrizio Palenzona, intervenendo a un convegno organizzato dal Financial Times. E lo stesso Palenzona ha fatto presente che il nostro Paese potrebbe non avere una compagnia di bandiera: ipotesi “possibile sicuramente si, utile sicuramente no”.

“Credo che,  – ha aggiunto Palenzona – senza guardare al passato, il governo Letta ha fatto ragionamento che condivido pienamente. Il presidente del Consiglio ha detto che l’Italia non è in grado di avere una compagnia di bandiera che stia in piedi da sola, lo Stato ha messo in passato molti soldi su questa avventura. Oggi   non ci si può presentare a un eventuale partner da falliti. Bisogna stare in piedi, consapevoli che non siamo in grado di competere da soli e che dobbiamo realizzare quello che serve al Paese. La prospettiva di un una società con 25 milioni di clienti, un indotto di 25mila persone, che dovrà avere una strategia turistica, credo di giustifichi la presenza del Governo insieme ai privati per poter garantire futuro strategico a questa infrastruttura. È – ha concluso – un problema strategico di tutto il Paese”.

 

Alitalia multata

E per Alitalia non finiscono i problemi. Oggi l’Antitrust gli ha irrogato  tre sanzioni amministrative pecuniarie dell’importo rispettivo pari a 50 mila, 25 mila e 45 mila euro per un totale di 120 mila euro. Le sanzioni si riferiscono a pratiche commerciali scorrette relative alle procedure di acquisto di biglietti on line, che non hanno riportato la diversa identità del vettore operativo; all’offerta ‘Carnet Italià e alle limitazioni relative alla sua fruizione; alle informazioni ai consumatori sul ‘no show rulè, l’annullamento del biglietto di ritorno sequenziale per mancata fruizione della tratta di andata precedente. 

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