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“Quanto costa il silenzio?” La prima indagine sul femminicidio

ROMA – E’ stata presentata oggi a Roma, alla Casa del Cinema, un’iniziativa promossa dall’Onlus che porta il nome simbolico di “Quanto costa il silenzio?”, la prima indagine nazionale sulle cifre che annualmente il nostro Paese si trova a fronteggiare a causa dell’ostinata omertà sul femminicidio e sulla violenza contro le donne.

L’esito è agghiacciante: 16,7 miliardi di euro vengono erogati  per spese sanitarie, servizi alla persona ed impiego delle Forze dell’Ordine. «Quantificare la dimensione economica del fenomeno», spiegano i ricercatori, « significa offrire strumenti alla politica per aumentare la gamma e l’efficacia delle azioni di prevenzione, stabilire le priorità di spesa e di investimento pubblico e comprendere meglio le conseguenze della violenza sulla vita delle donne ». Parole indirettamente volte ai 6,3 milioni di euro irrisori al confronto, che vengono investiti per contrastare il femminicidio.  

Somme esorbitanti, eppure non sono i 2,3 miliardi di euro in spese sanitarie che pesano di più, quanto i costi “umani e di sofferenza” che ammontano a 14, 3 miliardi di euro, una cifra da capogiro calcolata utilizzando il sistema di valutazione del risarcimento danni per incidentalità stradale, una stima che, accanto alla lesione fisica, quantifica anche quella morale e psicologica.

Una campagna di sensibilizzazione a tutto tondo quindi, che porta avanti numeri che non sono solo cifre, ma anche percentuali drammatiche delle violenze che vengono perpetrate su donne di tutte le età e spesso, sotto le mura domestiche. Per l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza tra le mura domestiche è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne  dai 14 ai 50 anni e il più delle volte, le percosse, avvengono sotto gli occhi dei figli. L’ultima indagine dell’Istat, risalente a sette anni fa, è stata incrociata ad altri studi recenti sul tema e ad interviste strutturate a donne vittime di soprusi, ed è emerso che nel 2012, una donna ogni 3 giorni, viene uccisa dal proprio partner e più di un milione di donne hanno subito almeno una molestia; volendo stimare anche gli atti di violenza, si arriva alla cifra stratosferica di 14 milioni: ovvero 26 al minuto. Sostenere, dunque, che bisognerebbe correre al più presto ai ripari è palesemente retorico, soprattutto se consideriamo che esclusivamente il 7,2 % denuncia alle autorità giudiziarie tale aggressività e solo 18 donne su 100 considera reati le violenze subite, mentre un terzo di esse non racconterà mai a nessuno di esserne state soggette. 

La ricerca “Quanto costa il silenzio?”, mostra così, senza alcuna remore, una realtà che non ha più bisogno di parole intinte nel miele, ma di leggi e di un cambiamento culturale repentino, che veda gli uomini a farsi portavoce dei diritti sulle donne, perché sono proprio loro a compiere, nella quasi totalità, atti di violenza contro coloro che sono madri e figlie di una società in cui il femminicidio è all’ordine del giorno. 

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