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Il pregiudicato invoca la piazza. Senza di me democrazia dimezzata

Il Pd: vuole incendiare il Paese. La decaddenza al voto del Senato 

ROMA – “Sono assolutamente innocente, sto subendo un tentativo di eliminazione politica attraverso la via giudiziara che trasforma la nostra democrazia in una democrazia dimezzata e viola il significato ultimo di Stato di diritto” e segna ”il principio secondo cui la classe politica possa essere selezionata dal potere della magistratura”.

Silvio Berlusconi scatenato sui media alla vigilia del voto sulla propria decadenza da senatore che si terrà domani a partire dalle 19.

La decisione di palazzo Madama arriverà non prima della tarda serata, dopo una serie di votazioni complesse e al termine di una giornata che vedrà scendere in piazza i sostenitori del Cavaliere. “Una manifestazione assolutamente legittima e pacifica”, assicura l’ex premier a Studio Aperto, aggiungendo tuttavia che sarà “solo l’inizio”.

Parole che scatenano la reazione Pd. “Stiamo assistendo a un’escalation con toni sempre più violenti da parte di Berlusconi. Invocare la piazza contro una sentenza emessa da un tribunale rappresenta un punto di rottura con la storia della Repubblica e con il nostro sistema democratico”, tuona Danilo Leva, responsabile Giustizia del Partito Democratico. Di piu, osserva il dirigente Pd, “è una strategia che mira a produrre tensione logorando il Paese e che rende Berlusconi sempre più anti-Stato. Oramai è chiaro che per sfuggire alla legge è pronto a incendiare l’Italia. Cedere al suo ricatto e alle sue minacce, creerebbe un precedente devastante per la tenuta stessa delle istituzioni democratiche”, conclude.

Per Berlusconi “non è accettabile che si voti la decadenza attraverso una forzatura costituzionale di una legge che diventa retroattiva per me”. Persino il leader russo Vladimir Putin, racconta, “quando gli ho spiegato cosa sta capitando, era incredulo e scandalizzato e anche sopreso dal fatto che il nostro Paese si permetta” di trattare così “un protagonistra” della storia degli ultimi vent’anni. Inoltre, ricorda il leader di Fi-Pdl , dai nuovi documenti sulla vicenda dei diritti Tv, che “costituiscono fatti nuovi”, “viene fuori con assoluta evidenza che sono estraneo alle accuse che mi vengono addebitate: non sono mai stato socio occulto di Agrama ma parte lesa di questa operazione che ha procurato a Mediaset e a me un danno di numerosi milioni di dollari”.

Più tardi, parlando alla riunione dei gruppi Fi di Camera e Senato Berlusconi, ha spiegato che “è in atto una gara di velocità tra le Procure di Napoli e Milano a chi mi agguanta prima” e ha annunciato che “domani alle 21, sarò a Porta a Porta da Vespa…Ho ripreso a parlare”, ha detto. Quanto alla legge di stabilità, ha annunciato che se la sinistra non cambierà questa legge di stabilità, voteremo contro. E prima di congedarsi il Cavaliere ha messo in guardia i presenti con una battuta: ricordatevi che i comunisti sono sempre comunisti…

Già in mattinata Berlusconi era intervenuto a ‘La Telefonata’ trasmessa da Canale 5 spiegando che “fino a ora il governo ha fatto solo confusione al punto tale che non è riuscito a mettere a punto un testo definitivo”. Quanto al voto di decadenza, ha invece ribadito che non lascerà il Senato con un gesto clamoroso prima del voto di domani. “Non credo di poterlo fare non sarebbe corretto, soprattuto nei confronti di milioni di italiani che mi hanno votato”, ha dichiarato, assicurando che al momento della nascita del governo delle larghe intese, non ha ‘patteggiato’ con Giorgio Napolitano per cercare ottenere un ‘salvacondotto’ processuale. “Non se ne è mai parlato – ha detto Berlusconi – io a Napolitano non ho mai chiesto nulla per me”.

Da qui un nuovo appello ai senatori di Pd e del movimento 5 stelle: “Ho scritto ai senatori di Pd e M5S per ricordare loro che siamo avversari politici ma questo non deve far venir meno il rispetto per la verità e la dignità delle persone. Se ci fosse un minimo di indipendenza di giudizio da parte di questi parlamentari rispetto alle indicazioni dei loro partiti, dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza” e amettere “in modo incontrovertibile la mia estraneità” dalla vicenda.

“Spero che da qui in avanti gli elettori del centrodestra guardino alla realtà dei fatti e della nostra storia, in modo che capiscano che, se non danno tutti i loro voti a un’unica forza politica, non ci sarà nessuna maggioranza in Parlamento in grado di cambiare l’Italia.

 

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