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Milan, dentro Barbara e fuori Galliani dopo 27 anni

ROMA – Che non fosse un periodo brillante per il Milan era evidente a tutti già da un anno a questa parte: la qualificazione in Champions a rischio la scorsa stagione, la partenza dei grandi campioni, la mancanza di un leader e di una “bandiera”, le polemiche continue sul mister e un avvio di campionato non adatto al club rossonero e alla sua storia.

Poco è rimasto di quel Milan vincente del passato, quello di Maldini, di Shevchenko e di Kakà, versione pallone d’oro ovviamente. L’unica costante, l’unico legame con la gloria calcistica, era rappresentato dall’ad (amministratore delegato) Adriano Galliani. Il “ricambio generazionale”, come è stato definito da lui stesso, sulla presidenza del Milan ha rotto un connubio che durava da ben 27 anni. Le parole rilasciate all’Ansa, in seguito ad un “grave danno alla reputazione” ricevuto per mezzo di Barbara Berlusconi, sono state: “Lascio, con o senza accordo sulla buonuscita. Sono offeso, non è così che si opera il ricambio generazionale, lo si fa con eleganza. Mi dimetto per giusta causa nei prossimi giorni, forse aspetto la sfida di Champions con l’Ajax. Comunque non mi faccio rosolare”. Le accuse mosse dalla signora Berlusconi vertevano sul fatto che il Milan, a differenza della Roma e della Fiorentina, negli ultimi due anni spendesse male i propri soldi, conseguenza di una rete di osservatori non all’altezza del compito. La replica forte dell’ad, visibilmente ferito nell’orgoglio, è stata: “Il Milan  ha da due anni il bilancio in pareggio, altre società hanno montagne di debiti. L’anno scorso tutte le nostre squadre giovanili sono andate alle Final four. Mi chiamano grandi presidenti anche dall’estero  e non capiscono cosa stia succedendo. Io sono andato a Madrid quest’estate per prendere Kakà senza un appuntamento e mi hanno aperto gli uffici del Real e quando sono andato nell’agosto 2010 a prendere Ibrahimovic al Barcellona il presidente Rosell è tornato apposta dalle ferie che aveva programmato con la sua famiglia”. Dopo aver consegnato le dimissioni a Bruno Ermolli, Galliani ha sottolineato la sua intenzione a prendersi un periodo di pausa per schiarire le idee prima di un’eventuale rientro con altre società. Nonostante tutto questo ha tenuto anche a precisare il suo rapporto, decennale, di stima  con il presidente Silvio Berlusconi: “Il mio affetto per il presidente Berlusconi è immutato e immutabile”.

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