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Nessun accordo tra UE e Ucraina. Alta tensione

 

KIEV – Piazza Maidan, fortissimi scontri tra europeisti, attivisti pro-russia e forze della polizia. Quest’ultimi intervenuti con manganelli e gas lacrimogeni per far tacere la protesta antigovernativa e la loro richiesta di dimissioni da parte del presidente Ianukovich Viktor.

Questa la dura reazione da parte del popolo ucraino alla mancata firma d’intesa con l’ U.E. Infatti, nel vertice tenutosi a Vilnius, mentre la Moldavia e la Georgia siglavano i loro accordi, il presidente ucraino ha fatto un passo indietro. Le spiegazioni della scelta non sono tardate, “ Firma saltata perché l’ Ucraina nell’ultima fase è rimasta sola ad affrontare i suoi gravi problemi economici e finanziari”.

Ma il Consigliere del presidente, Honcharuk Andrii, durante un’intervista non ha escluso la possibilità di rimandare la firma al futuro vertice di marzo. Intanto le proteste fuori dalla sede del governo ucraino continuano, al grido di “ L’ Ucraina è Europa” gli oppositori richiedono anche la scarcerazione dell’ ex eroina della rivoluzione  filo-occidentale del 2004, Yulia Tymoshenko, che dal carcere tramite una lettera spedita alla figlia invita i manifestanti a non mollare e a “ Non lasciare che siano umiliati in questo modo”.

Non mancano le denuncie contro le forze dell’ordine, accusate di avere usato la violenza contro manifestanti pacifici. Decine di arresti e molti i feriti durante gli scontri, dilagati ormai in quasi tutto il paese, con infiltrazioni da parte dei sostenitori del governo Ianukovich, che guardano con aria amichevole al cremlino.  Anche i funzionari dell’ Unione Europea, hanno accolto la decisione del presidente con rammarico, tanto da annullare la visita prevista per i prossimi giorni proprio a Kiev.

La decisione di Ianukovich ha rinsaldato i rapporti con la Russia, la quale aveva “minacciato” di tagliare qualsiasi rapporto economico e di trasferire tutte le sue industrie, se ci fosse stata la firma d’intesa. La mancata associazione tra Ucraina e Unione Europea non ha lasciato indifferente nemmeno il nostro premier Letta che ha dichiarato “ Bisogna pensare che con l’Ucraina si debba creare un meccanismo che non ponga un alternativa tra UE e Russia, altrimenti il problema diventa oggettivo”.

Parole queste, che non possono essere lasciate al vento, in quanto esplicative della situazione del popolo ucraino, che vuole aprirsi all’occidente, ma non per questo sprofondare in una crisi ancora più profonda dell’economia, la quale non potrebbe essere risolta dal pacchetto di aiuti previsto dall’unione europea in caso di firma.

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