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Legge elettorale. Porcellum, la Corte Costituzionale prende tempo

Grasso: “Attenzione alla marea montante contro i partiti”

ROMA – Sulle questioni relative alla tanto attesa riforma elettorale, i riflettori erano puntati sulla Corte Costituzionale che doveva esprimersi sulla costituzionalità delle regole legislative vigenti. Ma la Suprema Corte sembrerebbe orientata a prendere tempo, visto che nelle prossime ore, nulla potrebbe essere deciso dai giudici costituzionali. Questa mattina l’udienza pubblica relativa al ricorso contro il cosiddetto “Porcellum”, su cui la Corte di Cassazione aveva chiesto l’intervento della Corte costituzionale. Nel merito la  Consulta ha deciso di fissare al 14di  gennaio una camera di consiglio sull’ammissibilità di un referendum e, nella stessa seduta ci potrebbe essere anche la fumata bianca o nera anche sul parere chiesto dalla Corte di Cassazione sulla costituzionalità del “Porcellum”. Il ricorso, lo ricordiamo. È stato promosso promosso dall’avvocato Aldo Bozzi,e  verte sulla legittimità del premio di maggioranza, attualmente assegnato senza una soglia di voti prestabilita. E delle liste elettorali bloccate. 

 

Sulla materia elettorale si registra uno stallo anche in Parlamento: la riunione della commissione Affari costituzionali del Senato prevista lunedì sera, in cui si sarebbe dovuto esaminare un ordine del giorno presentato da Roberto Calderoli e favorevole al ritorno del “Mattarellum”, il sistema elettorale in vigore fino all’avvento del “Porcellum”. Secondo l’Agenzia di Stampa giornalistica il Velino il rinvio ha riacceso la polemica tra i partiti e anche all’interno delle stesse forze politiche. Tuonano i deputati renziani Michele Anzaldi, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno: “È ormai chiaro che il tentativo di avviare la riforma elettorale dal Senato, come ripetutamente preannunciato nei mesi scorsi, ha fatto flop. Siamo all’ennesimo rinvio. Ora passi subito alla Camera, non c’è più tempo da perdere”. I parlamentari del Pd, che fiutano già la vittoria di Renzi alle Primarie di domenica prossima si dicono convinti che a Montecitorio ci siano i numeri per approvare la riforma. Ma dal Nuovo Centro Destra arriva una replica al vetriolo con Fabrizio Cicchitto: “Non si capisce perché debba aprirsi un gioco a rubamazzo fra Camera e Senato per la legge elettorale. Che il Senato faccia fino in fondo la sua parte tenendo conto evidentemente delle varie posizioni in campo. Non è che esiste in campo solo la proposta di una legge elettorale a due turni”. Tornando al ruolo ed alla funzione che sta svolgendo in queste ore la Consulta, c’è da registrare, nel merito, la presa di posizione del Presidente del Senato, Piero Grasso che sulle riforme, e su quella elettorale in particolare dice la sua” “I gruppi parlamentari non riescono a trovare un accordo politico, dimostrando di non sentire la marea montante di una rabbia che si riverserà, più forte di prima contro tutti i partiti” Accanto a questa dura presa di posizione, la seconda carica dello Stato avanza anche una sua proposta “Se lo stallo dovesse continuare, nonostante i recenti sviluppi politici, non esiterò un attimo a sostenere il trasferimento di questo tema alla Camera dei Deputati”.

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