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Confesercenti. Crisi, crollo consumi delle famiglie

Nel segno della crisi la spesa media delle famiglie italiane per Natale. Meglio l’enogastronomia

La Confesercenti rivela i dati di un sondaggio condotto fra le imprese di commercio delle principali regioni italiane. La ricerca ha prodotto risultati riguardo il budget medio di una famiglia per i classici regali di Natale e le preferenze di acquisto. Dalle informazioni raccolte sembrerebbe essere “l’acquisto di alimentari” la prima scelta per un regalo natalizio. L’Enogastronomia dominerebbe il mercato in diverse regioni Italiane sia al Nord (Liguria, Veneto, Toscana) che al centro sud con Marche, Lazio, Campania e Puglia. Diverso risultato per Piemonte e Lombardia che ai più tipici Gianduiotti o Panettoni scelgono giocattoli e hi-tech. Ma qual è il regalo più gettonato? Considerando tutto è impossibile trovare quello più acquistato, sicuramente per i bambini spiccano Peppa Pig (il maialino rosa idolo dei più piccoli) e Violetta, amata soprattutto dalle ragazzine adolescenti. Forte ancora la vendita degli smartphone di ultima generazione e dei tablet. Per gli alimentari, invece, si passa dal cotechino in Liguria ai vini in Toscana, al prodotto alimentare di qualità per il Lazio e per il Piemonte, alla prenotazione del cenone in Campania, alla carne d’agnello (con cappone) nelle Marche. La Lombardia sceglie invece un prodotto non alimentare ma di abbigliamento (soprattutto accessori), così come il Veneto, dove trionfano articoli da cucina e accessori gourmet. Sono in verità delle eccezioni considerando la fortissima crisi nel settore dell’abbigliamento, una leggera ripresa ha interessato solo alcune zone della Puglia e del Veneto. Piccolo incremento in alcune province della Campania nell’ordine del 7-8% (pullover, fuseaux e giubbini) e nelle Marche dove si vendono più sciarpe rispetto al resto del paese. In Toscana una faticosa tenuta si deve in particolare ad accessori e capi a basso prezzo (pantaloni, maglie). Sia però si opti per un capo di abbigliamento oppure per un prodotto gastronomico la scelta ricade spesso sulle grandi promozioni; acquisti oculati con un’alta attenzione al portafogli. L’arrivo della sospirata tredicesima si è infatti fermata alle spese primarie e non ha permesso il rilancio del mercato, tanto sperato dai commercianti. I dati di vendita hanno comunque confermato il periodo di crisi dell’economia: finora si sono registrate flessioni negli acquisti del 10% in Toscana e Liguria, del 10-15% in Lombardia, del 15-20% nelle Marche. Meglio il Veneto con un -5% ed ancor meglio tre province campane (Napoli, Salerno, Caserta) con un incremento del 7%, mentre flettono Benevento ed Avellino (-15%). In ogni caso la spesa media si muove entro budget modesti attestati in media sotto i 200 euro. Peggio in altre regioni come Marche e Puglia dove siamo sotto i 100 euro come tetto massimo. In Lombardia e Campania la cifra media si aggira sui 150 euro, mentre a 200 euro troviamo quella di Liguria, Toscana, Veneto e Lazio. Questi dunque i risultati riguardanti il nostro paese, ma quali dati emergono all’estero? Secondo un’analisi condotta da  “ifop institut français ais d opinion publique” i nostri “cugini” francesi non baderanno a spese per questo Natale. Il 68% dei cittadini infatti, porterà in tavola ostriche e foie gras e sarebbe impossibile immaginare la mancanza di  vino e champagne sulla loro tavola. Il 60% di loro spenderà in media da 55 a 200 euro per gli acquisti enogastronomici, compreso vino e champagne. In generale però le bottiglie acquistate non saranno obbligatoriamente marchi noti o necessariamente francesi ma tenderanno a ricercare etichette che possano stupire piacevolmente gli ospiti. Negli Stati Uniti invece le spese dei consumatori americani, nel solo mese di novembre, sono salite dello 0,5% con un aumento dei redditi dello 0,2%. Il dato, in linea con le attese degli analisti, è stato reso pubblico oggi dal Dipartimento del Commercio americano.

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