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Anno nuovo, aumenti nuovi: dal 2014 caffè, lettere, rifiuti e carburante più costosi

Dal 1 gennaio 2014 per prendere un caffè alle macchinette automatiche o per spedire una raccomandata, gli italiani dovranno pagare qualche centesimo, se non euro, in più rispetto al 2013.

L’aumento dei prezzi previsto per i distributori automatici di snack, caffè, bibite e quant’altro è stato annunciato dalla Confida Confcommercio; esso sarà circa del 6%, quanto richiesto per adeguarlo all’incremento dell’Iva che dal 4% passerà al 10%. A pesare nelle nostre tasche saranno anche le raccomandate che dovrebbero passare dai 3,60 euro attuali ai 5,40 previsti dal nuovo anno, quasi due euro in più. Inoltre, per spedire una semplice lettera o cartolina dovremo pagare il francobollo venticinque centesimi in più, passando dai 70 centesimi attuali ai 95 del nuovo anno. Poste Italiane ha comunque due anni di tempo, come stabilito dall’Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni (AGCOM), per far entrare in vigore questi nuovi aumenti oppure lasciare le cose così come stanno. E la tassa sui rifiuti? Anche quella aumenterà. Secondo la Confesercenti il prezzo della Tares salirà addirittura fino al 60% in più rispetto a quanto pagato quest’anno. Nemmeno l’acqua potabile sarà esclusa dagli aumenti previsti per il 2014 e a giorni si saprà quanto denaro, questo bene comune, porterà via dai nostri portafogli. Ma come non poteva mancare il rincaro del carburante; è il Codacons a lanciare l’allarme: benzina e gasolio sono aumentati già in questi giorni, in occasione delle feste natalizie, approfittando del fatto che si sapeva che diverse persone avrebbero viaggiato dal 23 dicembre al 7 di gennaio. Tutto questo nonostante il prezzo del petrolio abbia fatto registrare un raffreddamento, ma comunque sarà difficile trovare benzina verde al di sotto di 1,796 euro per litro (con punte di 1,830 euro/litro) e gasolio al di sotto di 1,726 euro per litro. Le varie Associazioni dei Consumatori sono inferocite per questi eventi accusando che i prezzi aumentano molto velocemente quando aumenta il costo dell’oro nero, ma scendono molto meno velocemente quando il prezzo del barile torna a livelli più bassi. Saliranno anche i prezzi dei trasporti locali, che in molte regioni come il Piemonte, già dal 15 dicembre hanno messo a segno aumenti che viaggiano per una media del 20%, colpendo decisamente i pendolari. Non dimentichiamoci anche dei pedaggi autostradali: già in aprile la rete autostradale nazionale ha portato a casa un adeguamento del 3% circa, ma un aumento significativo ci sarà per le Autovie Venete, il cui pedaggio salirà del 12,91%. Il 1 gennaio porterà novità anche per quanto riguarda le tariffe nel settore energetico e quindi soprattutto i riscaldamenti. Questa tariffa però non sarà più legata alla quantità di energia elettrica utilizzata e non riguarderà più i trasporti, la distribuzione e la gestione del contatore. È stato deciso dall’Autorità per l’energia che ha approvato la cosiddetta tariffa D1. Le associazioni dei consumatori sono molto preoccupate, perché nonostante il probabile ribasso delle bollette su luce e gas, ciò arriva in un momento di crollo dei consumi e di bassa inflazione e con alle spalle due anni di grandi aumenti: dal 2011 al 2013, ricorda uno studio di Confesercenti, le tariffe sui servizi pubblici locali sono cresciute in media del 19,2%, quasi il triplo del +7,3%, comportando un aggravio di 312 euro a famiglia.
“Benvenuto” 2014!

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