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L’Aquila post-terremoto, tra tangenti e speculazioni

L’AQUILA – “Do ut des” questo il nome dell’operazione avviata dalla Procura di Pescara già dal 2012, che proprio in questi giorni sta raccogliendo i propri frutti.

“ Io do’ affinchè tu dia” questo il significato letterale del suo nome, e questa la filosofia che è stata adottata per l’assegnazione degli incarichi per gli appalti per la ricostruzione di immobili dopo il tragico terremoto che avvenne il 6 aprile 2009 in Abruzzo.

Molti gli interrogati dalla procura, otto gli indagati ufficiali, di cui quattro arrestati.

Le indagini iniziarono grazie alla denuncia di Mascitti Andrea, un giovane imprenditore, che durante un incontro con l’assessore alla cultura e politico del Pdl, Luigi De Fanis, ebbe la richiesta di far figurare sul bilancio pubblico più spese per la ricostruzione di alcune strutture per ottenere così del denaro in più con cui poter ringraziare l’assessore, per l’appalto assegnatogli. La proposta, all’oscuro di De Fanis, venne registrata tramite cellulare dall’imprenditore che consegnò la registrazione nelle mani della Pubblica Amministrazione.

La denuncia di Mascitti, accolta e seguita dal procuratore De Siervo Federico e dal p.m. Giuseppe Bellelli, portò oltre all’arresto di De Fanis, anche a quello della sua segretaria, con la quale aveva instaurato un contratto sessuale, e di un suo prestanome, che gestiva un’ associazione culturale inesistente, nella quale si facevano riversare le quote destinate al politico.

Altri ancora gli indagati, tra cui l’ex assessore all’urbanistica e attuale vice-sindaco di Pescara, Riga Roberto, coinvolto anche lui nel caso delle tangenti, che proprio oggi ha deciso di consegnare le proprie dimissioni, “non perché colpevole ma per evitare che le indagini possano rallentare la normale amministrazione comunale”.

“Sto malissimo, mi sento tradito, perché ho sempre raccomandato a tutti la massima trasparenza e il rispetto della legge…” e ancora “ è giusto che si faccia da parte per avere la possibilità di difendersi”, queste le parole dell’attuale sindaco de L’Aquila, Cialente Massimo, riguardante le indagini e la scelta di Riga.

La polizia continua il suo lavoro, circa 13 le perquisizioni domiciliari eseguite negli uffici del comune, della regione e presso la Asl cittadina, che hanno portato nuovi arresti,come per il direttore del settore di ricostruzione pubblica e patrimonio del comune del L’Aquila, Pierluigi Tancredi. Arrestata anche la sua dipendente e collaboratrice Daniela Sibilla, l’ex direttore del consorzio dei beni culturali della provincia, Vladimiro Placidi.

Tra gli attuali indagati molti imprenditori che si occuparono della messa in sicurezza degli edifici, tra cui quelli universitari, durante gli immediati giorni a seguire della scossa di terremoto, l’ingegnere e alcuni funzionari responsabili dei fondi stanziati per aiutare la popolazione terremotata.

“Oltre allo scandalo per il fatto in sé, avverto purtroppo la spiacevole impressione che tutto questo avrà ulteriori conseguenze negative sul processo di ricostruzione”, lo afferma l’ex assessore comunale Pezzopane Stefania, che ha dato voce al pensiero di ogni cittadino, aggiungendo non solo che “ speculare su una tragedia è inaccettabile” ma che “ciò che è successo oltre alla delusione ha portato una sorta di senso di tradimento nazionale”.

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