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Funzione pubblica. Sindacati presentano piano guida per il rinnovo del contratto

ROMA – Le Rappresentanze sindacali dei lavoratori pubblici Cgil, Cisl e Uil hanno presentato un piano guida per il rinnovo del contratto per l’anno 2014. In esso i punti sono stati ben chiari, proprio per combattere l’ingiusto blocco contrattuale che vige dal 2009.

“Riorganizzazione, retribuzioni e professionalità”; questa è la linea portante estesa dai segretari generali Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Torluccio (Uil-Fpl), Benedetto Attili (Uil-Pa) e Giovanni Faverin (Cisl-Fp). I sindacati attaccano, affermando che i contratti fermi e gli eccessi legislativi non hanno fatto altro che danneggiare, in prima battuta, i lavoratori pubblici e, in seconda e non per minore importanza ma come conseguenza, hanno impoverito il paese. E inoltre c’è sempre qualcosa che non torna e che non va di pari passo con le statistiche: infatti negli ultimi cinque anni i dipendenti pubblici sono diminuiti del 5,7%, assieme alle retribuzioni dei restanti che anche si sono abbassate, e nonostante questo taglio non si son visti di certo dei risultati economici, e ne è testimone la continua crescita della spesa pubblica. Insomma si son mandate a casa delle persone per risparmiare quando in realtà il salvadanaio rimane sempre aperto. I lavoratori pubblici vogliono riorganizzare la Pubblica amministrazione, vogliono un nuovo contratto nazionale e nuovi contratti integrativi per eliminare le spese infruttuose e per rinnovare i servizi destinati a noi cittadini. Questa linea pianificata dovrà passare da quella del ministro della Pa Gianpiero D’Alia e da quella del nuovo commissario alla spending review Carlo Cottarelli; si dovrà arrivare a una situazione più trasparente che sia sorretta da una solida cornice. I sindacati puntano su una riorganizzazione della Pa che tenga conto delle persone, tutelandole a 360 gradi: carriere meno rigide, attenzione costante alla formazione del personale, nuovi profili professionali ecc. Solo così potrà avvenire un vero cambiamento per tutta la nazione; pertanto per Cgil, Cisl e Uil c’è bisogno di un contratto nazionale più solido, che possa garantire diritti coerenti e che possa portare a una rivisitazione dei processi istituzionali e amministrativi. Un contratto che aumenti i salari tutelando così il potere d’acquisto. 

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