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Premiata l’illegalità, le occupazioni abusive diventano titolo per le assegnazioni delle case popolari

ROMA – Le organizzazioni sindacali degli inquilini, Sunia, Sicet e Uniat di Roma e Lazio  prendono positivamente atto- afferma un comunicato del reperimento di 257 milioni di euro di fondi ex-Gescal (quindi pagate dai lavoratori, come sostenuto dalle organizzazioni sindacali degli inquilini da anni) da impegnare per la risoluzione dei problemi connessi all’emergenza abitativa.

Nella nota congiunta però fanno però presente  che, nella delibera della Giunta Regionale,” viene assegnata parte di queste risorse a chi ha illegalmente e abusivamente occupato immobili pubblici e privati, residenziali e non, ma soprattutto strumentalmente e a danno di tutti quei cittadini che, fiduciosi di veder rispettato un loro legittimo diritto, hanno presentato da anni una regolare domanda, attestando tutti i requisiti previsti dalle norme.”

 

“Le smentite dell’assessore Fabio Refrigeri, da tre mesi a oggi, in merito a questo rischi- prosegue la nota-, si sono dimostrate non corrispondenti alla realtà, e l’assessore si assume di fatto la paternità di un provvedimento che sostanzialmente trasforma l’occupazione abusiva di un immobile in un requisito sufficiente per l’assegnazione di una casa popolare.”

 

Sunia, Sicet e Uniat di Roma e Lazio, conclude il comunicatgo. “ esprimono la più profonda indignazione nel merito e nella forma con cui questo provvedimento è stato deliberato e si accingono a contrastarne l’applicazione nelle opportune sedi giuridiche, col presupposto di illegittimità di un provvedimento che contrasta palesemente con tutte le normative e va in deroga a tutti i criteri di assegnazione vigenti, anche quelli previsti dalla legislazione della stessa Regione Lazio”.

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