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Scanu fa sentire la sua voce: attacca la propria casa discografica

ROMA – Dopo anni di silenzio e di nebbia fitta che ha fatto sparire la sua voce dai movimenti del mercato, Valerio Scanu torna a farsi sentire. Il giovane cantante accusa le major di essere stato “usato e poi gettato via dalla propria casa discografica”.

E in effetti è da diverso tempo che non si sentiva parlare di lui: il suo sito ufficiale, di proprietà dell’etichetta Emi, infatti, è fermo dal 2012. Ma questo come mai? Com’è possibile che un giovane ragazzo che si è fatto notare fin dalla primissima età, ora, venga abbandonato come se non avesse dato nulla alla musica italiana? Perché c’è da ricordare che Scanu ha avuto una carriera niente male: è arrivato primo classificato, a soli 12 anni,  a “Bravo Bravissimo” con Mike Buongiorno; arrivò poi secondo, a 18 anni, ad “Amici” di Maria De Filippi; e infine, cosa ancor più importante, ha vinto il Festival di Sanremo, coronazione della nostra musica, a soli vent’anni con la canzone “Per tutte le volte che”, sì insomma quella canzone che prese tutta l’Italia, chi più chi meno, a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Il giovane sardo ha avuto una carriera tempestiva, tra la fine del 2008 e gli inizi del 2010, che ha cambiato totalmente la sua vita, conoscendo la massima notorietà tra i giovani, e non solo, italiani. Eppure questo è il pericolo che si corre nel mondo dello spettacolo, un mondo altalenante, fatto di vette e burroni. E a maggior ragione per chi esce da un talent, dove all’interno ti trovi ad avere una visibilità mai provata prima e poi, quando si conclude il programma, ti ritrovi da solo ad avviare il tuo sogno. È lo stesso Scanu a dirlo, denunciando le major e non i talent: “Chiunque acquisti notorietà grazie a un talent show corre il rischio di essere usato e poi gettato via dalle major del disco”.  E, come afferma anche lui, questo è un caso che riguarda la maggior parte dei ragazzi uscenti dai talent, “Amici” in particolare. Inoltre sottolinea di non aver mai ricevuto un aiuto dalla Emi: “Anche il brano di Sanremo l’ho trovato da me, grazie alla mia amicizia con Pierdavide Carone. Loro preferirebbero sempre importi i loro brani perché possiedono le edizioni”. E poi consiglia: “L’unico modo per salvarsi, usciti vittoriosi da un talent, è farsi rappresentare da un manager, meglio se anche avvocato. Consiglio a tutti un talent per emergere ma se a 18 anni poi vinci e il tuo manager diventa la casa discografica, chi farà i tuoi interessi?”. Tuttavia, nonostante la scura tempesta che lo ha travolto dopo il massimo splendore, Valerio Scanu sembra essere maturato, pare che abbia capito che in questo mondo l’unica vera garanzia la si può ottenere da se stessi, e dal proprio lavoro: e così ha continuato a cantare, e a incidere nuove canzoni, e il 28 gennaio pubblicherà il suo primo album autoprodotto. E a noi non resta che fargli i migliori auguri, come del resto a tutti i giovani d’oggi che si ritrovano in quell’ambiente difficile, come quello dello spettacolo, dove molte volte le speranze e i sogni sembrano realizzarsi mentre in realtà raramente ottengono una vera e continua concretezza, ma soltanto una pubblicità scorrevole. Come quando vedi su un albero un frutto che ti appare perfetto e succulento, e che ti invita ad arrampicarti a prenderlo, poi dopo tanti sforzi riesci a staccarlo dal ramo, con la foga di addentarlo, ma poi, quando ritorni per terra vedi anche l’altra metà del frutto, quella che dalla prima prospettiva non potevi certo intravedere, e ti accorgi purtroppo che quella parte era marcia. 

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