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Un decalogo per il Job Act

  • Cesare Damiano
  • Gennaio 16, 2014
  • 2:51 pm

ROMA – Il nostro sistema è  iper-elastico – alcune fonti parlano di oltre 40 forme di impiego a disposizione delle aziende -:  se vogliamo intervenire sulle regole che governano il mercato del lavoro dobbiamo  mantenere come centrale la lotta alla precarietà.

Il punto di partenza è disboscare le modalità flessibili di impiego, come fece il Governo Prodi nel 2007, scelta che favorì l’aumento della quota di lavoro a tempo indeterminato nelle nuove assunzioni di quegli anni. La legge 30 del centrodestra, detta legge Biagi, ha sicuramente ampliato a dismisura le forme di impiego flessibili, aumentando invece i fattori di discontinuità nel lavoro. Oggi, a causa di quelle scelte, il peso dell’incertezza ricade quasi interamente sulle spalle delle nuove generazioni. A questa situazione va posto rimedio favorendo la crescita del Paese e l’inserimento incentivato dei giovaninei posti di lavoro. Se il Job Act di Renzi andrà in questa direzione lo apprezzeremo: vedremo quale sarà il passaggio dai titoli ai contenuti di merito. Abbiamo già ribadito, in varie occasioni, che il contratto di inserimento proposto dal segretario del PD dovrà prevedere, dopo il periodo di prova, la tutela dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Non in forma parziale, riconducibile ai soli licenziamenti discriminatori, ma totale ed inclusiva anche dei licenziamenti per motivi economici. Sul  modello di contrattazione, non richiamato nel piano del lavoro di Renzi,  intendiamo ribadire la nostra netta contrarietà a spostarne il baricentro verso la contrattazione aziendale, perché pensiamo che essa debba stare in equilibrio con il contratto nazionale. Tenendo presenti questi punti fermi abbiamo inviato un documento a Matteo Renzi dal titolo “ Un decalogo per il “Jobs Act”, firmato da 22 parlamentari del Pd che contiene proposte e osservazioni suddivise in dieci capitoli 1) Risorse  2) Regole del mercato del lavoro  3) Codice del lavoro  4) Lavori  autonomi  5) Ammortizzatori sociali  6) Rappresentanza e modello di contrattazione 7) Partecipazione dei lavoratori 8) Costo del lavoro  9) Salute e sicurezza sul lavoro  10) Previdenza.

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