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ROMA – In Italia non basta più avere un lavoro per evitare la povertà. Secondo i dati della Commissione europea l’Italia, come la Spagna, ha oltre 12 lavoratori su 100 a rischio povertà.

L’Istat segnala invece una ulteriore riduzione dell’inflazione e l’Eurostat il continuo calo del prezzo delle case in Italia, dati che l’FMI ritiene allarmanti visto che vede prospettarsi all’orizzonte lo spettro della deflazione.

UE. Oltre il 12 per cento degli occupati a rischio povertà

Secondo i dati della Commissione europea diffusi oggi, nel 2012 il 29,9% del totale della popolazione italiana si trovava a rischio di povertà ed esclusione sociale. Un netto peggioramento rispetto al 2008 quando in tale situazione si trovata il 25,3% della popolazione. Ma dal rapporto sull’occupazione e le dinamiche sociali della Commissione europea risulta anche che il 17,6% della popolazione tra 18 e 24 anni ha abbandonato studi e training, nel 2008 era il 19,7%. Il dato più allarmante è forse quello relativo all’andamento della situazione tra il 2008 e il 2012 per i lavoratori occupati: nel 2012 oltre 12 lavoratori su 100 si trovavano infatti in una situazione di povertà, stesso livello della Spagna, a fronte di una un dato europeo del 9,3%.

Peggio di noi solo Romania e Grecia.

Istat. Prezzi più giù per le famiglie che spendono meno.

Secondo le analisi diffuse oggi dall’Istat la frenata dell’inflazione manifestatasi nel corso del 2013 (da +2,1% del primo a +0,7% del quarto trimestre) ha riguardato tutte le famiglie. Ma le famiglie che spendono meno hanno visto la crescita dei prezzi passare dal 2,5% del primo trimestre allo 0,4% del quarto, mentre le famiglie con livelli di spesa maggiori sono passate dall’1,8% allo 0,8%. Nel corso del 2013 la decelerazione dell’inflazione è stata quindi più marcata per le famiglie con minore livello di spesa, che all’inizio dell’anno avevano invece sopportato una crescita dei prezzi superiore a quella degli altri gruppi di famiglie.

Eurostat. IIn Italia continua il calo dei prezzi delle abitazioni

Secondo i dati Eurostat di oggi i prezzi delle abitazioni sono calati nel terzo trimestre del 2013 dell’1,3% nell’Eurozona e dello 0,5% nell’Ue. In Italia il calo è decisamente maggiore ed arriva a meno 5,3 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, meno 1,1 per cento rispetto al secondo troimestre.

Il dato diffuso da Eurostat mostra tuttavia forti differenze da paese a paese con variazioni trimestrali fino al più 5,3% dell’Estonia e meno 4,0% in Slovenia.

FMI. Crescono i rischi deflazione in Eurozona

Oggi il Fondo monetario internazionale, nell’aggiornamento delle previsioni economiche dell World Economic Outlook, ha lanciato l’allarme deflazione per le economie avanzate. Il livello di rischio maggiore è proprio per l’Eurozona. Secondo il FMI una inflazione destinata a rimanere molto bassa per diverso tempo alimenta a sua volta aspettative al ribasso sull’inflazione stessa.

Con l’aspettativa della riduzione dei prezzi, nei fatti, gli operatori economici potrebbero  rimandare le decisioni di spesa, consumi e investimenti, convinti di poter spuntare prezzi ancora più bassi in futuro, questo potrebbe determinare un blocco dell’attività economica. Il Fondo ricorda come il rischio di una inflazione più bassa di quella attesa possa aumentare in termini reali, il peso del debito. ”Ciò aumenta la probabilità di una deflazione nel caso di shock negativi nell’attività economica”. 

Un effetto collaterale dell’iper rigorismo di bilancio in cui si è avvitata l’Eurozona che era stato ampiamente previsto ed annunciato da molti commentatori.

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