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L’Olanda ci pensa: detenuti paghino 16 euro al giorno per stare in carcere

AMSTERDAM – Far pagare le spese detentive ai carcerati. E’ quanto è chiamato a discutere entro l’anno il parlamento olandese su proposta del governo tra socialdemocratici e liberali di destra. Un conto abbastanza salato: quasi 16 euro per stare dietro alle sbarre. La proposta è sotto al vaglio al Consiglio generale dello stato e del Consiglio della Magistratura olandese.

Attualmente l’Olanda conta nei propri spazi circa 12 mila carcerati che passano almeno due anni dietro alle sbarre. Ogni cella costa circa 200 euro al giorno. Il conto totale, compresi i costi giudiziali e di polizia, sale fino a 65 milioni annui.

La proposta si basa sul principio che il detenuto faccia parte della società e che quindi debba contribuire ai costi che produce. E’ il sunto del commento all’iniziativa del portavoce del ministero della giustizia Johan van Opstel. Il tutto però, secondo quanto trapela, dovrebbe avere un costo massimo di 10 mila euro circa. Un costo forfettario insomma, ma che dà una decisa sterzata al classico modello di sussistenza del carcere.

Il detenuto, secondo le intenzioni, potrà pagare il costo della propria detenzione sin dall’inizio se avrà a disposizione la somma necessaria per il pagamento dei primi due anni. Altrimenti, se non dispone di questa cifra, potrà pagare a rate una volta uscito di prigione. Il debito, infatti non si estinguerà, e potrà essere pagato con tempi molto dilatati. Sostanzialmente indefiniti. Tanto per non compromettere il proprio reinserimento nella società con fardelli debitori. Non è chiaro come possano espiare i proprio debiti i detenuti di lunga data e quelli detenuti con l’ergastolo.

Questa misura si applicherà anche ai detenuti in cliniche psichiatriche e ai genitori di minori detenuti in strutture riabilitative e non si tratta di una novità in Europa, visto che già Danimarca e Germania hanno intrapreso questa strada.

A ben vedere non si tratta di una grossa novità nemmeno per l’Olanda. Lo scorso settembre il re Guglielmo Alessandro in un discorso al parlamento aveva dichiarato il suo addio al welfare come era stato sinora inteso. La crisi impone a quella che è la quinta potenza dalla zona euro austerità. Prima di questo discorso furono già smantellati infatti sussidi alla disoccupazione e gli aiuti sanitari. Un cambio di rotta sulla concezione del welfare più che una mera spending review.

Il classico welfare si sta lentamente ma inesorabilmente evolvendo in una società della partecipazione, nella quale i cittadini devono prendersi cura di se stessi, ed è la società civile a dover ideare soluzioni per questioni come la cura degli anziani”. Sono state le parole con cui il premier liberale Mark Rutte ha concordato con il discorso del Re durante il periodo del Prinsjesdag, l’appuntamento annuale durante il quale in Olanda si discute pubblicamente di budget e bilancio. Parole che, dati alla mano, stanno proseguendo con i fatti.

 

Fonte: El Pais

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