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Letta: “Da Grillo barbarie senza fine”

Il presidente del Consiglio a testa bassa contro i 5 Stelle: “Non ci può essere tolleranza”. Ma alcuni pentastellati continuano nelle loro follie sessiste

ROMA – “E’ scandaloso, non posso non commentare le frasi folli di Grillo. La corsa verso la barbarie intrapresa da Grillo, pare senza fine, non ci può essere tolleranza verso questo modo di fare politica”.  E’ durissima la presa di posizione del Presidente del Consiglio Enrico Letta in visita ad Abu Dhabi, dopo il feroce e reiterato scambio di accuse sul web tra gli esponenti grillini e una serie di personalità che hanno criticato fortemente il loro operato degli ultimi giorni, in primis la presidente della Camera Laura Bodrini. Una vera e propria escalation, che ha fatto segnare il picco con il tweet (poi cancellato) del responsabile comunicazione grillino Messora, che ha replicato alla Boldrini che vedeva in alcuni pentastellati dei “potenziali stupratori”.

 

 “Cara Laura – ha scritto Messora – se anche fossimo potenziali stupratori..tu non corri nessun rischio!”. Tweet che era comparso attorno alla mezzanotte di ieri, per poi sparire nel giro di qualche minuto. Ciò non ha impedito, però, che venisse “intercettato” dallo staff della presidente della Camera, che a sua volta ha rincarato la dose esprimendo solidarietà a Corrado Augias e Daria Bignardi, anche loro vittime di un vero e proprio “pestaggio mediatico” per aver criticato il movimento cinque stelle. Ed anche noi, a questo punto, non possiamo che esprimere solidarietà alle vere vittime di questa escalation ai limiti della follia politica ed esprimere un turbamento che ci riporta indietro negli anni, prima all’avvento del fascismo, i cui metodi, sono tecnicamente vicini all’idea della leadership dei 5 Stelle. Il sistema è lo stesso, cambiano gli strumenti. Nei primi anni del secolo breve gli sgherri vestini di nero usavano il manganello, per punire i loro oppositori, giustiziando liberali, cattolici socialisti e comunisti, oggi utilizzano pericolosamente la rete, moltiplicando per mille quello che accadeva nel Secolo breve. 

 

Non ha pari quanto Grillo e i suoi scherani hanno programmato e realizzato. Un programma studiato a tavolino per mandare il Paese alla deriva. Ma quello che più preoccupa, non è tanto la strategia da ‘golpismo bianco’ dei pentastellati, ma quello che ci propone l’attuale sistema di governance del Paese. Oggi dobbiamo accontentarci di una coalizione monca, visto che il Governo Letta è sostenuto da un instabile Partito Democratico; dai centristi che in parte hanno già chinato la testa a Berlusconi; dal Nuovo Centro Destra di Alfano che aspetta sull’Aventino di sciogliere l’enigma delle alleanze, anche se sembrerebbe assolutamente impensabile una alleanza con la coalizione che dovrebbe essere capitanata dal Sindaco di Firenze. A questo punto, e considerato questo scenario, se il Centrosinistra non vuole regalare la vittoria ancora una volta a Berlusconi, l’unica opzione possibile è cementare, già oggi, la coalizione da proiettare come alternativa al nuovo Polo delle Libertà. Renzi ha coraggio, questo gli lo riconosciamo, ma non basta solo il coraggio per portare a casa una vittoria, ne sa qualcosa Walter Veltroni con il suo ‘voto utile’. Una vittoria di Pirro per il Pd, che raccolse una percentuale storica in termini di consensi, ma che non riuscì a sconfiggere l’alleanza messa in campo dal Cavaliere. Oggi la partita sembra essere la stessa, con l’unica e nuova incognita dei pentastellati, che potrebbero raccogliere voti a destra e manca, provocando il corto circuito di una delle due coalizioni maggioritarie nel Paese. Renzi e Berlusconi ne sono a conoscenza, il problema è che il Cavaliere ha già alcuni assi nella manica (il ritorno di Casini e quello più che scontato di Alfano ndr), mentre Renzi, potrebbe, come Veltroni, puntare tutto su se stesso e senza tener conto del sistema delle alleanze, una scelta che potrebbe devastare, ancora una volta il Centrosinistra.

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