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Altre tasse dal governo. Dopo il fumo elettronico adesso l’Hi-tech

ROMA – Sull’onda del governo Monti anche quello di Letta continua a pensare di risollevare il paese con nuove tasse. Dopo l’entrata in vigore della  tassazione al 58,5 % sulle sigarette elettroniche, ora il governo sta pensando di tassare anche il cosiddetto Hi-Tech che a conti fatti dovrebbe quintuplicare l’entrata nelle casse dello Stato.

Smartphone, tablet, computer fissi e mobili, ma anche chiavette Usb, hard-disk esterni, Tv con funzione di registratore e addirittura decoder. Insomma,  una tassa che ancora una volta ricadrà sulle tasche dei cittadini, già martoriati da una crisi economica che a differenza di quello che assicurano i premier, prima Berlusconi e adesso Enrico Letta è sotto gli occhi di tutti. Ma questa tassa sull’Hitech ha davvero dell’incredibile perchè riguarda proprio un Paese dove gli investimenti sulle nuove tecnologie, come la banda larga, sono  inesistenti rispetto al resto d’Europa. Quindi l’utente oltre a dover pagare una tassa in più non potrà mai accedere ad un servizio dignitoso. 

E’ risaputo che l’Italia è il fanalino di coda dell’Italia per la velocità di connessione alla rete. Per dare un’idea basta leggere il rapporto della Akamai Technologies del Massachusetts, che ha stilato un rapporto sullo stato internet del Mondo e la nostra povera Italia risulta essere al 48 posto per connessone e trasmissione dati. E questo non è solo un problema di velocità, ma anche di copertura, perchè la fibra ottica raggiunge solo il 18% della popolazione e in alcune zone specie nel centro sud non c’è neppure la banda larga. Addirittura ci sono aree dove superare la vecchia velocità di 56Kb è un impresa titanica. Peggio che nel terzo mondo verrebbe da dire.

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