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Preti pedofili. Il Vaticano ha violato la convenzione sull’infanzia

GINEVRA- Il Vaticano ha violato la Convenzione dell’Onu sui diritti dell’infanzia: lo ha affermato la presidente del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia,  Kirsten Sandberg, presentando a Ginevra il rapporto del suo organismo sugli abusi sui minori compiuti da preti.

«La semplice risposta è sì, a questo momento sono in violazione della Convenzione perchè non hanno fatto tutte le cose che avrebbero dovuto fare», ha dichiarato la Sandberg. Il Vaticano è tra i firmatari della Convenzione delle  Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1989. Il testo definisce quali sono i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti ai minori e prevede anche un controllo sull’operato degli Stati, che devono presentare a un comitato indipendente un rapporto periodico sul rispetto dei diritti dei bambini nel proprio territorio. Nel 1990 il Vaticano ha ratificato la convenzione ma dopo il 1994 e fino al 2012 non ha consegnato nessun rapporto, neanche in seguito alle rivelazioni del 2010 sui casi di abusi ai danni di minori. 

La Santa Sede replica: “Un tentativo di interferire negli insegnamenti della chiesa”

 

Accuse durissime, sulle quali Vaticano fa sapere che prenderà atto e analizzerà «minuziosamente» le conclusioni della 65ma sessione del comitato onu per i diritti del fanciullo pur ritenendo il documento, in alcuni punti, «un tentativo di interferire» negli insegnamenti della chiesa. E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla sala stampa del Vaticano in risposta all’organismo delle nazioni unite che ha decretato una «violazione» della convenzione onu sui diritti dell’infanzia da parte della santa sede, rea di non aver sollevato dagli incarichi e denunciato i colpevoli di abusi su minore. «Secondo le particolari procedure previste per le parti della convenzione, la santa sede prende atto delle osservazioni conclusive sui propri rapporti, le quali saranno sottoposte a minuziosi studi ed esami nel pieno rispetto della convenzione nei differenti ambiti presentati dal comitato secondo il diritto e la pratica internazionale come pure tenendo conto del pubblico dibattito interattivo con il comitato svoltosi il 16 gennaio 2014», premette la nota.

«Alla santa sede rincresce, tuttavia – si legge – di vedere in alcuni punti delle osservazioni conclusive un tentativo di interferire nell’insegnamento della chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa». La santa sede «reitera il suo impegno a difesa e protezione dei diritti del fanciullo, in linea con i principi promossi dalla convenzione sui diritti del fanciullo e secondo i valori morali e religiosi offerti dalla dottrina cattolica», conclude la nota.

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