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Renzi e Letta, “ mistero buffo,” se la cosa non fosse seria

 

ROMA – Se la  situazione del Paese non fosse drammatica verrebbe voglia di parlare di farsa che si ripete ogni giorno, di “Mistero Buffo”,prendendo spunto dal titolo di una splendida “ giullarata popolare”, un insieme di monologhi di Dario Fo, recitati in una lingua inventata, una miscela di molti linguaggi, che, nata nel 1969, ha avuto nell’arco di tutti questi anni grande successo.

Il fatto che rende ancor più drammatica la situazione è che la “giullarata” ha per protagonista in primo luogo il Pd , con due grossi calibri, addirittura il segretario del partito,Matteo Renzi  e il presidente del Consiglio, Enrico Letta, che del Pd è stato vicesegretario. Secondo protagonista Silvio Berlusconi con il quale il sindaco di Firenze ha trovato “ piena sintonia” per quanto riguarda la legge elettorale e oltre. 

“Il maggior oppositore del capo del governo  è il suo partito”

Dice un acuto osservatore della politica che il maggior oppositore di Letta è il segretario del suo stesso partito. L’esito della riunione della Direzione del Pd è l’emblema vivente del”mistero buffo.”  I due protagonisti non avevano mancato di incrociare le spade, anche bi bastoni. Se le erano dette di santa ragione, Che Renzi mirava a far fuori,politicamente si intende,il presidente del Consiglio, andare a nuove elezioni appena varata la nuova legge elettorale, convinto di vincere e diventare lui l’inquilino di Palazzo Chigi lo sapevano anche i muri. Ma in direzione niente di tutto questo. Renzi  era riuscito a mettere a bagno maria Letta. Il premier stava lavorando alla scrittura del famoso “ Impegno 2014”, il programma rivisto e corretto del  patto di governo con Alfano e gli altri alleati. 

Il segretario: tutti fermi,del governo il 20 ne parlerà la direzione

Ma il segretario del Pd lo blocca,Prima si discute in Direzione e comunque voglio veder approvata alla Camera  la riforma elettorale. Altrimenti, quelli,intendendo Alfano e soci, che vedono le proposte per la legge elettorale come il fumo negli occhi,  me le fanno saltare in combutta con la minoranza Pd che non aspetta altro. Insomma c’era tanta fretta per un “cambio di passo” di un governo che, dice Renzi, non ha fatto niente che lo stesso Renzi prende tempo e non si pronuncia sul governo. La Direzione dei democratici, scrivono la maggior parte dei media, sembra una riunione della vecchia Dc.  Non ci sta la minoranza del Pd  che incalza il segretario il quale alla fine pur rinviando nel tempo annuncia una riunione della Direzione per il 20 febbraio per discutere appunto del governo,se appoggiare Letta, se cambiare “ schema”, se prendere lui il posto di Letta.

Contropiede del premier fa secco  il segretario

 

Cosa possibile  solo con un voto di sfiducia perché l’attuale premier non ha dato segnali di volersi dimettere. Letta sembra incassare ma in tipico stile democristiano restituisce pan per focaccia  all’ex rottamatore , così si deve ora definire visto che si muove nel solco della peggio politica. Se ne va a Sochi per l’apertura delle Olimpiadi mentre gli altri suoi colleghi se ne restano a casa perché non gradiscono la presenza di Putin e da quel palcoscenico annuncia che lunedì  dopo aver consultato il capo dello Stato prenderò una iniziativa per sbloccare la situazione” e  con un tweet precisa che l’iniziativa significa “ arrivare al nuovo patto sul programma “. E Renzi che fa?Preso in contropiede sa solo dire: “Benissimo, era ora”. Dire gaffe è dire poco. O non era statoli che aveva frenato, rinviando il tutto alla direzione del 20 febbraio? 

 

Il cavaliere sgambetta Renzi: “no a  un Parlamento di nominati”

 A mettere ancor più di cattivo umore il sindaco di Firenze ci pensava Berlusconi. Renzi aveva annunciato “ mai un governo con Berlusconi” e lui di rimando dichiara che non gli sta bene un Parlamento di “nominati”, che hanno perso “il contatto con i cittadini”. “ Ci siamo sclerotizzati, chiusi in noi stessi”. Scherzo da prete perchéRenzi aveva detto che lui era per le preferenze ma Berlusconi aveva messo il  veto, avrebbe fatto saltare la riforma. Chi è il bugiardo? Non importa. Esponenti della minoranza del Pd hanno subito chiesto che si cambi la legge e si assicuri la possibilità dei cittadini di scegliere i parlamentari. Dimenticavamo :una nota di colore che incrementa la farsa: il pregiudicato parlava in collegamento telefonico telefonico con un comizio organizzato ad Alghero, Sardegna, invece pensava di essere collegato  con Aquilea, Friuli Venezia Giulia. Buffo no?, Senza mistero.

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