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Suicidio della crisi. L’editore Zanardi si impicca nella sua azienda a Padova

ROMA – Ancora una tragedia nell’Italia del Nord Est a significare che la crisi economica uccide ancora.   Questa mattina si è impiccato nella sua azienda Giorgio Zanardi, 73 anni titolare della Zanardi editoriale di Padova, riferimento nel panorama editoriale del Veneto. L’uomo era sommerso dai debiti e prima di compiere l’estremo gesto ha lasciato dei biglietti in cui spiega le sue motivazioni.

«Ancora una tragedia, ancora un lutto, ancora una perdita che, come tutte le altre, provoca dolore, sconforto e rabbia». Parole amare quelle che Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, pronuncia dopo aver appreso la notizia di questa mattina del suicidio a Padova di Giorgio Zanardi, fondatore e titolare di un noto gruppo editoriale.

 

«Esprimo alla famiglia, ai collaboratori e a tutte le persone vicine all’imprenditore scomparso le mie condoglianze e quelle della Regione del Veneto – ha proseguito Zaia -. Il nome di Zanardi si aggiunge al troppo lungo elenco delle vittime di questa crisi che non è solo economica, è molto peggio: è la nostra società nel suo insieme che sta vivendo uno dei momenti storici più drammatici di sempre e per uscirne è indispensabile che uno Stato e un Governo distratti da beghe di segreterie politiche comincino a pensare ai problemi reali».

 

«Ci penseranno comunque il prossimo 18 febbraio le associazioni imprenditoriali che manifesteranno nella capitale – ha aggiunto il presidente veneto -, a ricordare che dei soldi che ogni anno versano a Roma neppure un euro torna nei territori sotto forma di aiuti alle imprese e all’occupazione, di riduzione del cuneo fiscale e contributivo che rende magre le buste paga e alto il costo del lavoro, di alleggerimento degli adempimenti burocratici e di una pressione tributaria che è di quasi 20 punti superiore a quella media europea».

 

«Nessuno può sfuggire alle proprie responsabilità e può permettersi di tergiversare oltre: bisogna reagire – ha sostenuto Zaia -. Capendo innanzitutto che alla gente non interessano più i balletti dei politici, le risse vergognose nelle aule dalle quali dovrebbero uscire i provvedimenti per superare la crisi, le furbizie per conservare i privilegi: questo paese ha bisogno di innovazioni strutturali, di vere riforme del sistema che ci restituiscano uno Stato che funziona, in grado di riconquistare se non la fiducia almeno il rispetto dei cittadini».

Proprio pochi giorni fa, dopo il  suicidio dell’imprenditore Giovanni Zampieri, il 56enne padovano che giovedì mattina si è gettato dal decimo piano dopo aver lasciato un biglietto con scritto “La crisi mi ha tolto il sorriso”, il sindaco di Abano Terme, Luca Claudio, e alcuni componenti della giunta  hanno presentato denuncia per istigazione al suicidio. Destinatari, spiega il sindaco Luca Claudio, “tutti i membri del governo, come anche di tutti i deputati e senatori, dell’attuale e passata legislatura”.

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