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Consultazioni, rush finale. Probabile incarico a Renzi già questa sera

Civati mette in dubbio la fiducia al nascituro governo Renzi

ROMA – Fuori Letta avanti Renzi. E’ questa l’anomala situazione politica a cui stiamo assistendo in queste ore. Il partito democratico, dopo aver liquidato, Enrico Letta, punta tutto su Matteo Renzi, il quale si vocifera potrebbe giù da questa sera essere incaricato dal Capo dello Stato a formare il nuovo Esecutivo.

Eppure, fino a pochi giorni, lo stesso Renzi aveva affermato pubblicamente che avrebbe accettato l’incarico di presidente del Consiglio, solo se avesse vinto le elezioni, escludendo quindi questo inusuale epilogo dell’ennesima crisi di governo.

Nel frattempo Giorgio Napolitano ha proceduto con le consultazioni alle quali la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle si sono astenuti.  Anzi i grillini hanno inscenato una protesta davanti a Piazza Montecitorio contro il Capo dello Stato, reo secondo loro di non aver sciolto le camere e di aver mandato i cittadini al voto:   “Napolitano ha rotto il filo che collega le istituzioni ai cittadini”. Durante il sit-in sono volati fischi e parolacce anche contro al sindaco di Firenze: “Un presidente del Consiglio su consiglio del presidente. Noi non vogliamo questo personaggio che non è stato votato da nessuno e che avrà la stessa maggioranza di Enrico Letta.  Un personaggio forte solo delle primarie alle quali ha partecipato anche  il Gabibbo”, ha tuonato il deputato pentastellato Carlo Sibilia. E poi: “Sono undici mesi che mi trovo a Montecitorio e non ho mai parlato così poco di politica, perchè si parla solo degli affari loro”.

E poi arriva l’affondo di Grillo che dice: “la pazzia si è impossessata dell’Italia che si muove come  un giocattolo rotto in preda a un incantesimo che vuol far sparire la democrazia senza che nessuno se ne accorga”.  Il leader dell’M5S attacca  il presidente della Repubblica, e lo definisce “un monarca medievale”.  

Anche Gianni Cuperlo puntualizza la posizione della sua minoranza: “Votando l’ordine del giorno di Renzi non abbiamo firmato una cambiale in bianco. Nè quella è stata la soluzione per un duello rusticano tra due leader che ha lasciato il nostro mondo stranito e non risponde alla mia idea di cosa è un partito”. E poi aggiunge: “So bene che si è consumato un trauma, io ho sempre sostenuto Letta con una lealtà assoluta. Quando mi sono candidato al congresso mi è stato anche rimproverato. Dicevano che mentre Renzi lo criticava in libertà e Civati chiedeva il superamento del governo, noi eravamo quelli che si caricavano sulle spalle tutto il peso. Ho sempre risposto che quello era il nostro governo e non andava attaccato per lucrare qualche voto in più”. 

«Se vogliamo dirci la verità- sottolinea Cuperlo-, il governo non c’era più da prima che giovedì il segretario togliesse la fiducia al premier. A quel punto i soli due scenari erano nuove elezioni, col rischio di larghe intese all’infinito, oppure prendere atto della linea di Renzi e cioè ‘adesso provo io e lo faccio a nome del Pd’. Noi ci siamo fatti carico di questo. In direzione però, abbiamo anche detto che era un errore partire da chi avrà il compito di guidare il governo. Mentre il merito della svolta è rimasto sospeso. Alla direzione c’è chi ha detto: »solo un ingenuo poteva pensare che a dicembre noi eleggevamo il segretario del partito. Ecco, ero tra gli ingenui. Ho passato mesi a spiegare che le primarie non servivano a scegliere l’inquilino di Palazzo Chigi. È finita come vediamo ma su quel punto avevamo ragione noi. Ma non mi arrendo. E voglio lavorare per ricostruire un’altra cultura politica anche nella sua dimensione etica e culturale”. 

Civati, dubbi su fiducia

Ma non è tutto.   Sulla questione politica in corso interviene Pippo Civati, il quale mette in dubbio la fiducia al nascituro governo Renzi. «Sto valutando… È cambiato tutto  ed essere coerente tra incoerenti è sempre più difficile e non dà riferimenti a nessuno. Valuterò in queste ore anche in base a che cosa fa Renzi. Non ho capito che cosa farà il suo governo. Lui ci porta tutto il Pd addirittura come premier, prima Letta era del Pd ovviamente – e forse avremmo dovuto ricordarcelo prima di defenestrarlo – ma non era una figura così centrale come quella di Renzi. Valuteremo insieme ai parlamentari e agli elettori che cosa sia meglio fare». 

Insomma, non è detto che l’Italia esca indenne da questa discutibile “staffetta”. 

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