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Pd, al via le primarie per la nomina dei segretari regionali

ROMA – Partono oggi le primarie regionali del Partito Democratico. Le elezioni dei segretari regionali del PD, passate in secondo piano a causa della crisi di governo e delle consultazioni, si sono aperte oggi in 14 regioni più la provincia di Bolzano: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia.

Primarie ricche di sfide accese e cariche di tensione, come a Cosenza dove si è assistito addirittura ad uno scontro fisico tra due dirigenti del partito, o nelle Marche dove c’è un fronte di dissidenti di peso che diserteranno le urne. La settimana scorsa è stato nominato il segretario regionale della Valle d’Aosta, il renziano Fulvio Centoz, l’unico ad essersi candidato. Quello che si teme è che il vincitore di queste primarie potrebbe essere  l’astensione, anche a causa della forte instabilità mostrata dal paese negli ultimi giorni con l’ultima crisi del governo Letta. Passiamo ora alle sfide. In Liguria sono tre i candidati per il ruolo di segretario regionale. Della corsa a tre fanno parte il renziano Alessio Cavarra, il cuperliano Giovanni Lunardon e il giovanissimo Stefano Gaggero, ventiseienne e laureando in giurisprudenza. Nella regione Lombardia invece è scontro a due è tra il renziano Alessandro Alfieri, che può contare anche sull’appoggio dei bersaniani, e la civatiana Diana De Marchi, consigliera provinciale di Milano. Per il Piemonte il favorito sembra essere il renziano Davide Gariglio, consigliere regionale ed ex presidente dell’Assemblea legislativa piemontese. Gli altri candidati sono la cuperliana Gianna Pentenero e Daniele Viotti, sostenuto da Pippo Civati. In Alto Adige i candidati in corsa sono la deputata e capogruppo del PD in commissione lavoro Luisa Gnecchi, il sindaco di Laives Liliana Di Fede e l’assessoreal comune di Bolzano Mauro Randi. Eccezione per il Friuli Venezia Giulia, dove non si svolgeranno le primarie e verrà nominata oggi nel corso dell’assemblea del partito l’assessore comunale a Trieste Antonella Grim. Niente primarie neanche per il Veneto, dove il partito ha deciso una candidatura unitaria condivisa con il renziano Roger De Menech. Candidatura unitaria anche in Toscana, dove il congresso del PD convocato a Prato ha scelto Dario Parrini per sostituire l’ormai ex segretario regionale Ivan Ferrucci. Clima incandescente nelle Marche, dove sono due i candidati in corsa, il consigliere regionale Francesco Comi e il sindaco di Monsano Gianluca Fioretti. Bocciata invece dalla Commissionale nazionale di garanzia la candidatura del sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli. Tre i candidati per la regione Umbria, il renziano Giacomo Leonelli, il cuperliano Stefano Fancelli e il civitiano Juri Cerasini. Tre i candidati anche per il Lazio, che sono il giovane dell’Area Civati Marco Guglielmo e poi i due renziani, la deputata Lorenza Bonaccorsi e il presidente della provincia di Rieti Fabio Melilli. In Molise è testa a testa tra due donne, il sindaco di Riccia Micaela Fanelli e la parlamentare Laura Venittelli, entrambe renziane. Corsa a tre in Campania tra la renziana Assunta Tartaglione, il lettiano Guglielmo Vaccaro e il coordinatore della segreteria nazionale Giovani Democratici Michele Grimaldi. Candidato unico per la Puglia dove il ruolo di segretario sarà ricoperto da Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario uscente del partito. In Calabria, dove si vota dopo 4 anni di commissariamento del PD calabrese, sono 4 i candidati: Bruno Villella, Ernesto Magorno, Massimo Canale e Domenico Lo Polito. Da segnalare lo scontro fisico avvenuto ieri a Cosenza tra  il segretario del circolo del centro storico Damiano Covelli ed il vicecapogruppo del consiglio comunale Marco Ambrogio. In fine, tre i candidati in corsa in Sicilia: Fausto Raciti, Giuseppe Lupo e Antonella Monastra.

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