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Istat. L’inflazione rallenta, il carrello della spesa corre. Ocse, l’Italia tuteli i redditi da lavoro

ROMA – I dati Istat disegnano una inflazione a due velocità con il carrello della spesa che corre e l’indice generale soffocato da quelli che sembrano ogni giorno di più i primi segni della temutissima deflazione.

Intanto l’ultimo rapporto Ocse sul nostro Paese firmato dal Ministro dell’Economia in pectore Padoan disegna una serie di raccomandazioni che potrebbero diventare il programma economico del governo Renzi. Per L’Ocse è necessario che l’Italia sposti la sua politica del lavoro “tutelando maggiormente il reddito dei lavoratori e meno il posto di lavoro in se'” e migliorando “la rete di supporto sociale”.

L’indice dei beni alimentari sale dell’1,3%

Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, nel mese di gennaio 2014, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,7% nei confronti di gennaio 2013, come a dicembre 2013, con una inflazione acquisita per il 2014 che è pari allo 0,2%.

A preoccupare è l’andamento divergente del carrello della spesa, secondo l’Istat infatti  prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto registrano un rialzo congiunturale dello 0,4% e crescono dell’1,2% su base tendenziale come a dicembre. Questo indice è composto dal paniere che include, oltre ai generi alimentari, le bevande, i tabacchi, le spese per l’affitto, i beni non durevoli per la casa, i servizi per la pulizia e manutenzione della casa, i carburanti, i trasporti urbani, i giornali e i periodici, i servizi di ristorazione, le spese di assistenza. 

L’indice del carrello della spesa va ancora peggio. Secondo l’Istat l’indice dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che includono, oltre ai beni alimentari, i beni per la pulizia e la manutenzione ordinaria della casa e i beni per l’igiene personale e prodotti di bellezza, cresce dello 0,3% su base mensile e dell’1,3% su base annua, in rallentamento dal +1,7% di dicembre.

Ocse. Una bandiera liberista a XX settembre

Nell’ultimo rapporto targato Padoan,  il rapporto “Going for growth” difuso oggi, l’Ocse invita l’Italia a modificare la politica del lavoro “tutelando maggiormente il reddito dei lavoratori e meno il posto di lavoro in se'” e migliorando “la rete di supporto sociale”.  Da ricordare che Padoan è stato direttore della Fondazione Italiani-Europei di Massimo D’Alema

Gli uomini di Parigi invitano inoltre il nostro Paese ad “abbassare il cuneo fiscale e il costo minimo del lavoro”.

Padoan ritiene che non siano sufficienti i pochi passi avanti fatti dal nostro Paese su riforme strutturali e liberalizzazioni ma “servono ancora sforzi ulteriori. La diffusa decelerazione nella produttività dall’inizio della crisi potrebbe presagire l’inizio di una nuova era di bassa crescita”.

Tra le misure indicate come auspicabili o necessarie c’è la riforma della contrattazione collettiva perché sia più “reattiva” rispetto alle condizioni del mercato del lavoro.

Consumatori. I dati dell’Istat sono sottostimati

Nota durissima da parte di Federconsumatori.

Secondo quanto rilevato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori la contrazione dei consumi è stata del -4,7% nel 2012, del -3,4% nel 2013, mentre nel 2014 si prevede da parte dello stesso Osservatorio un’ulteriore frenata del -1,1%.

Nell’ultimo triennio, così, la contrazione dei consumi delle famiglie toccherà un livello drammatico, pari a -9,2%.

Una diminuzione impressionante, che equivale ad una caduta della spesa di queste ultime di circa 65,4 miliardi di Euro.

“È necessario che il Governo intervenga con la massima urgenza per fronteggiare una situazione divenuta ormai insostenibile per le famiglie e per l’intera economia. La continua diminuzione dei consumi, accelerata dall’aumento dei prezzi, continua infatti ad alimentare crisi, fallimenti, disoccupazione e cassa integrazione.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. 

È indispensabile che il Governo avvii un intervento mirato al rilancio immediato del potere di acquisto delle famiglie ed alla ripresa dell’occupazione, in particolar modo quella giovanile. 

Bisogna vincolare a tale scopo tutti i ricavi derivanti da tagli a sprechi, inefficienze e privilegi, nonché quelli scaturiti da una seria e attenta lotta alla evasione fiscale.

Inoltre è necessaria una seria azione di controllo e di contrasto alle speculazioni in atto sulle filiere produttive, che continuano a determinare aggravi immotivati, dannosi per l’intera economia.

 

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