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Crimea. Sale la tensione tra Russia e Usa. Il Cremlino mostra i muscoli

ROMA – Ancora caotica e tesa la situazione in Ucraina. Oggi il presidente russo Vladimir Putin ha negato che le truppe russe fossero operative nella penisola della Crimea, affermando che solo  forze locali di autodifesa stavano circondando le basi militari ucraine nella regione.

Qualche ora dopo lo stesso Putin decide di far rientrare le truppe   che sino a ieri erano impegnate in una maxi  esercitazione militare al confine con l’Ucraina. Una mossa che tra l’altro ha fatto segnare un rialzo significativa su tutte le borse europee. Ma le mosse del Cremlino non finiscono qui. Anzi,  a distanza di pochissimo tempo la  Russia esegue alle 22,10 ora locali, le 19,10 in Italia,  un test di lancio di un nuovo missile intercontinentale. “L’obiettivo del lancio – dice un alto ufficiale russo –  è testare l’avanzata carica esplosiva del missile balistico intercontinentale”.

La Russia fa sapere di aver comunicato agli Stati Uniti che avrebbe condotto oggi un test missilistico intercontinentale. Ma questo test ha il sapore di voler dimostrare la propria forza militare all’amico nemico americano, tant’è che il missile, che ha una gittata di 10.500 km, è stato lanciato dal cosmodromo di ‘Kapustin Yar’ (vicino a Volgograd, la ex Stalingrado, a soli 450 km dal confine ucraino. Una prova di forza che avviene in una giornata in cui era sembrato che la tensione si fosse allentata. Il presidente russo, Vladimir Putin, oggi ha ribadito la posizione di Mosca che in Ucraina c’è stato «un colpo di Stato» e non ha escluso l’uso della forza in Crimea e nelle altre regioni russofone, ma l’ha definita «l’ultima risorsa».

Ma c’è dell’altro. Infatti, se le cose si mettessero male, Vladimir Putin non ha escluso un possibile ritiro dell’ambasciatore a Washington, sebbene soltanto nel peggiore dei casi. “Sarebbe una misura estrema, ha riconosciuto il presidente russo,  ma la useremo se sarà necessario,  ha avvertito.  

Proprio oggi il segretario di Stato John Kerry parlando in conferenza stampa da Kiev, dove è giunto oggi, aveva lanciato un monito alla Russia: “Se non decide di  fare una mossa di distensione  nei confronti dell’ Ucraina, gli Stati Uniti e i suoi alleati  non avranno altra scelta che reagire”. Il governo russo, dal canto suo, aveva fatto sapere che risponderà ad ogni possibile sanzioni”.

Insomma, un botta e risposta che fa capire quale siano i toni del dialogo, non certo idilliaci.  

Nel frattempo un emissario dell’Onu è in viaggio verso la Crimea per  valutare la situazione . Lo ha annunciato il portavoce del palazzo di vetro, Martin Nesirky. Il vice segretario generale dell’Onu Jan Eliasson, attualmente in visita a Kiev «ha chiesto a Robert Serry di recarsi in Crimea», ha precisato il portavoce. «Serry è in viaggio e dovrebbe arrivare al più presto in Crimea per valutare la situazione». Il portavoce non ha precisato il programma della visita. 

Serry sabato aveva dovuto annullare una visita prevista in Crimea a seguito delle forti tensioni in loco e per ragioni logistiche, secondo l’Onu. Eliasson, da parte sua, si trova ancora a Kiev, dove oggi ha incontrato le autorità di transizione fra cui il presidente, il Primo ministro e il capo della diplomazia, ha indicato Nesirky. 

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