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Italicum, accordo fatto. Trovata l’intesa tra Renzi e Berlusconi

ROMA – Tra Renzi e Berlusconi, dopo le tensioni dei giorni scorsi e la possibilità di un naufragio della riforma elettorale, l’accordo è stato trovato. E’ stato lo stesso Berlusconi, dopo un pressing costante del Presidente del Consiglio a dare disco verde all’intesa.

Tutto bene, il segretario democratico passa all’incasso dopo giorni di trepidazione, ma il più volte Presidente del Consiglio tira le righe sull’intesa. Al termine di un concitato vertice a Palazzo Grazioli, Berlusconi esprime la sua valutazione su quello che si andrà a costruire in sede legislativa, anche se, probabilmente, avrebbe preferito qualcosa in più. Il rischio per lui e per Forza Italia era comunque quello di restare fuori dagli accordi. Rompere con Renzi significava tornare nell’angolo in cui si era cacciato dopo la scissione con Alfano e prima ancora con la fine del suo ultimo governo. “Come ulteriore atto di collaborazione, nell’interesse del Paese, a un percorso riformatore verso un limpido bipolarismo e un ammodernamento dell’assetto istituzionale – scrive Berlusconi -, manifestiamo la nostra disponibilità ad una soluzione ragionevole che, nel disegnare la nuova legge elettorale, ne limiti l’efficacia alla sola Camera dei deputati, accettando lo spirito dell’emendamento 2.3”, vale a dire quello che prevede la soppressione della parte sull’elezione del Senato. Tuttavia, il cavaliere non manca di esprimere il suo “disappunto” per la “difficoltà del presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati”. Detto questo, l’ex premier conferma “integralmente l’accordo pubblicamente realizzato, senza alcun ‘patto segreto’, come maliziosamente insinuato da alcuni organi di stampa” e ribadisce “piena collaborazione su questo piano, e una chiara opposizione sui temi economici e sociali, e su tutto quanto, a partire dalla necessaria riduzione della pressione fiscale e del peso dello Stato, ci rende naturalmente alternativi alla sinistra”. Renzi, naturalmente, ha incassato, come detto, il via libera del Cavaliere, ma è chiaro che non finisce tutto qui: “Quello di oggi mi pare un importante passo in avanti – commenta Renzi da Tunisi dove è in visita di Stato – . E’ importante che si arrivi a un modello in cui ci sia un vincitore certo, che è garantito dall’Italicum. Il fatto che il Senato non abbia una norma elettorale quando abbiamo deciso di superarlo mi pare secondario: i cittadini devono sapere che andremo a votare solo per la Camera. “Non capisco le polemiche di oggi: vediamo se entro venerdì ci sarà la legge elettorale, spero che in Parlamento non ci siano ulteriori dilazioni e si approvi la riforma” Grande soddisfazione anche in casa Democratica, a commentare gli sviluppi il Portavoce della Segreteria del partito Lorenzo Guerini: “E’ positivo che abbiamo trovato l’accordo sulla legge elettorale, segno che il cammino delle riforme può proseguire. Siamo determinati a portare avanti questa battaglia per il cambiamento. E’ un’occasione che non possiamo permetterci di perdere per il bene del Paese”.

E naturalmente non poteva mancare il commento di Angelino Alfano, per il Nuovo Centro Destra: “Dobbiamo superare il Senato. Quindi legge elettorale solo per la Camera. Noi non siamo delusi da Renzi. Patti chiari, riforme certe #avantitutta”. Se l’accordo c’è è comunque slittato l’accordo per l’arrivo in Aula della futura Legge. L’incardinamento, infatti, sarà realtà solo nella tarda serata.

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